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Mentre gli umani proclamano e festeggiano le loro piccole e grandi illusioni, io vi parlerò della Realtà… “Amerai il prossimo tuo come te stesso”. 
Cosa vuol dire? 

Amerai ogni essere vivente dell’infinito (incluso il pianeta) esattamente come hai amato te stesso pertanto, tu prima hai dovuto amare te stesso altrimenti non sapresti cos’è l’amore, né come realmente amare gli altri esseri viventi.

In effetti, chi non ama se stesso non può amare chi gli sta attorno, e chi non ama il vicino non potrà mai amare colui che apparentemente si trova lontano da lui, fisicamente o filosoficamente.
L’amore, ad esempio è far felice qualcuno – ‘amico’ o ‘nemico’ che sia…

Ora se tu sei disperato dentro di te, perché mai dovresti pretendere di far felice gli altri, e poi come farai, forse mostrandogli l’apparenza (maschera) di te stesso che finge di sorridere per essere accettata dal sistema fondato sull’inganno globale e la menzogna istituzionalizzata?
L’ipocrisia, però, non può aiutare nessuno…

Amore, quello vero, è fare agli altri quello che ‘desideri’ gli altri facciano a te …

Se vuoi amare, prima guarisci te stesso, trova la tua vera natura, e impara il rispetto.

Quando tu, conoscerai davvero chi sei, donde vieni, e dove vai, allora potrai amarti – dunque potrai amare chiunque.

Ma rifletti per un attimo: ha meno valore il creatore della creatura?

Perché ti vanti di amare le creature se ignori o peggio quando sei razzista nei confronti del loro creatore – e come puoi dire di amarlo se tu lo hai continuamente immaginato come un essere malvagio, un tiranno, cinico, indifferente, non puntuale, assente dalla tua vita e dal paradigma terrestre nel quale recentemente hai vissuto?

Fino a che non amerai ogni essere vivente dell’infinito incluso soprattutto il Padre o i Padri di tutte le cose, la vera Realtà non la conoscerai e sarebbe impossibile amare quello che non si conosce approfonditamente…

L’unico modo per amare qualcuno o qualcosa, è accettare di conoscere e di comprendere quel qualcuno o qualcosa. E’ semplicemente un atto di volontà, il resto viene da sé.

Amare, è connettersi con la tua e la sua o loro essenza, ma ciò significa che è necessario essere ben coscienti e consapevoli dell’unità di tutti gli esseri quindi la diversità va incoraggiata e non ostacolata perché non esistono due esseri viventi ‘uguali’ – ergo, ogni essere vivente è per sua natura originaria diverso da ogni altro essere vivente dell’infinito.

Chiunque ha paura del ‘diverso’ o di un ipotetico ‘nemico’ esterno, è ancora abbastanza distante dal vero amore, inoltre inconsciamente sta disprezzando una parte consistente, importante di se stesso.

Occorre ricordare sempre che il criminale crede di avere ragione solo lui, e di essere migliore degli altri, perciò si autoconvince che, in nome della sua falsa superiorità o di un falso dio (idolo o amico immaginario), bisogna uccidere, violentare, aggredire, torturare, discriminare, censurare, ridicolizzare, distruggere per liberarsi di un determinato ‘peccato’ o di un qualche ‘diavolo’ che invece, spesso, alberga nell’aggressore molto più che nella vittima scelta ‘a caso’.

Il criminale (che sia un cittadino comune o un governante) è un malato mentale che non agisce senza uno scopo preciso, il suo obiettivo solitamente è ristabilire l’ordine e giustizia in un mondo fantasticato, distorto o falsificato, non reale, che ha inventato nella sua mente perché insoddisfatto di questa ‘civiltà’ terrestre.

Spesso gli esseri umani malati e criminali hanno amministrato l’attuale civiltà (anch’essa malata e criminale) che abita in questa bellissima Terra; ma attenzione – non siate ingenui: metterli in galera o soltanto spodestarli dal ‘trono’ non è la soluzione perché il mostro nascosto nel cittadino o schiavo “onesto” non è per nulla differente dal mostro nascosto nel re o governatore cosiddetto “disonesto”.
Entrambi, vivacchiano totalmente smarriti tra i propri ‘fantasmi’ e negli ologrammi irreali di conseguenza non si potrebbe parlare del ‘meglio’ e del ‘peggio’ ma di uguaglianza e di similitudine, se non di una forte e palese (anche se a volte indiretta) complicità tra padroni e servi che, all’occorrenza, si scambiano i ruoli nella loro commedia universale.

L’uomo può salvarsi soltanto attraverso Amore, Scienza, Coscienza e Libertà.

In questo tipo di ‘società’ manca il vero amore, la vera scienza, la vera coscienza e la vera libertà, per questo motivo il conscio e l’inconscio collettivo cerca di sbarazzarsi dell’uomo (il quale, come è stato dimostrato ‘non sa’ amare) tramite a volte gli elementi dell’universo o altre volte le attività segrete dei governi più o meno occulti.

Sostituire un gruppo di incapaci, politicanti o ‘tecnici’/ finti ‘esperti’ con un altro gruppo di incapaci in funzione del tempo già passato non porta alcun progresso ma solo il regresso ed una pericolosa discesa, sempre più verso l’autodistruzione dell’umanità ingrata e pervertita.

Con perversione si intende non quella sessuale (che non c’è) ma quella intellettuale (che c’è), ovvero un sistema di vita e una ideologia che, spacciandosi per infallibile e onnipotente in quanto appoggiata sulla e dalla falsa scienza ufficiale e la falsa religione di stato, vuole imporsi ovunque con l’arroganza di un orco ‘un pò’ nevrotico, e, parecchio affamato.

Nella seconda metà del secolo XX, abbiamo assistito all’inizio di un risveglio spirituale, sono stati stampati dei libri interessanti che hanno ‘svelato gli arcani’ e sono sorti innumerevoli gruppi di ricerca indipendenti, ma il risultato è stato parziale, assolutamente insufficiente perché l’uomo ha interpretato i dati che gli sono stati offerti o donati, in modo errato, pensando che doveva ‘sapere’ invece che scegliere.

Il sapere, sia ufficiale che quello alternativo, vero o falso che sia è un nulla senza la scelta di una corretta direzione (la quale determina l’interpretazione di ogni parola indipendentemente dal contesto nel quale è inserita), che non deve accontentare la maggioranza o la stupidità del vento politico del branco di turno ma che dovrebbe armonizzarsi con la legge dell’infinito e la giustizia superiore, superpartes.
Non bastano le rivelazioni religiose tradizionali perché quelle si rivolgono agli uomini primitivi di 3000 o 5000 anni fa, un target completamente differente…

Una legge, incomprensibile per ogni essere vivente teoricamente cosciente e dotato di libero arbitrio ma che ha deciso di non sfruttare le sue potenzialità e quindi di non scegliere l’equilibrio che è innato in ognuno – un’equilibrio detto altrimenti appunto la giustizia.

Troppi, ancora oggi, sostengono che la spiritualità sia ‘credere in una divinità’ o frequentare le comunità, chiese, templi, quindi lavorare da schiavi, guadagnare del denaro prostituendo i corpi o le menti, poi acquistare e consumare prodotti inutili ed infine, tra una canna e l’altra (legalizzata o meno) ‘informarsi’ cioè seguire i telegiornali. Occupati dai delinquenti…

Qualcuno aggiunge pure i disvalori quali ‘patria’, ‘famiglia’, ‘figli’ come una ‘necessità esistenziale’ o addirittura il dovere dell’uomo ‘adulto’ e ‘responsabile’.
Niente di più sbagliato.

La spiritualità è gioire nella scoperta dell’istante presente sempre differente, il resto conduce dritto verso l’antispiritualità, l’apatia e l’errore.

Ma… il presente è inaccessibile ad uno squilibrato, ad un’uomo ingiusto il quale regolarmente si proietta in altre ‘dimensioni’ inesistenti nel futuro e nel passato per fuggire dal qui-ed-ora, quindi da se stesso, in quanto non si ama perché in fondo non si conosce.

Che cos’è l’equilibrio? 

Riconoscere, sviluppare, amare ogni componente dell’infinito e degli esseri viventi in egual misura al fine di poter concentrare oppure distribuire l’energia cosciente in ogni dove, restando integri nell’interazione con un qualunque avvenimento esterno o interiore.

In altre parole, l’uomo al centro dell’uomo e non più l’uomo alla periferia di se stesso o alterato, e tanto meno fuori di sé.

Ed è proprio qui che cadono, rovinosamente, molte dottrine mistificatorie, misteriche, mistiche e misteriose le quali privilegiano lo spirito (es. il cristianesimo), la mente (quasi tutto il movimento ‘new age’, insieme ai culti dedicati al potenziamento delle facoltà psichiche o mentali, incluse le esperienze con gli allucinogeni), il corpo (es. il ‘satanismo cd. razionale’), la consapevolezza (il buddhismo), il pensiero (letteratura e filosofia), la ricerca scientifica, l‘arte etc… perché l’uomo non è solo spirito, solo la mente, solo il pensiero, solo il corpo, solo la razionalità, solo tecnologia che lo circonda oppure quello che viene chiamato ‘consapevolezza’ per di più di tipo estremamente ristretto.

L’uomo è l’insieme di quanto elencato, e molto altro …

Coloro che praticano queste discipline non si rendono conto, o non gli è stato spiegato, che sviluppare una parte di se stessi rompe il sacro equilibrio dunque allontana l’uomo da se stesso, dalla spiritualità.

Perché allora esistono quelle importanti tradizioni, che anticamente derivano dagli insegnamenti originari degli esseri celesti o comunque illuminati dalla verità cosmica?

Ci sono, per descrivere – usando un linguaggio ormai obsoleto – alcuni percorsi possibili, utili per ritrovare gli elementi dell’essere umano addormentati e quasi perduti dai più, certamente non per indicare una ‘via definitiva’ in grado di rispondere alle domande ultime o per portare l’uomo in un salto magico direttamente al punto più alto dell’ascesa spirituale.

Un tale insegnamento straordinario non sarebbe possibile concepire o rivelare in epoche precedenti perché mancavano i presupposti per essere capito e applicato dagli uomini comuni, detti ordinari.
Sono quindi dottrine – tipo come una cura medica approssimativa adatta ai tempi passati – non onnicomprensive ma specializzate nel trattare uno specifico problema che può essere individuato in uno spazio-tempo locale, limitato, ed un tipico errore consiste nel prendere la parte per il tutto o prendere il tutto per una parte; d’altronde gli abbagli sono dietro l’angolo durante il lavoro di ogni esperienza di ricerca.

Se, dunque, il presente (la chiave suprema della coscienza) è accessibile soltanto ad esseri viventi perfettamente equilibrati dentro (spirito, mente, corpo) e fuori (il rapporto tra l’uomo, l’umanità, il creatore e l’infinito), come ci si potrebbe aspettare dalla casta politica e dall’amministrazione pubblica la moralità e l’onestà? Mica quelli possiedono la famigerata bacchetta magica …

Non bisogna sorprendersi, quando vediamo sprechi, l’inquinamento, la cattiva gestione delle risorse, la diseguaglianza, l’abuso di potere – occorre solo ricordare che coloro che sono seduti nella stanza dei bottoni non sono superman (come l’elettorato ipnotizzato preferisce dipingerli quando ciò gli fa comodo nella speranza di ottenere vantaggi personali) ma generalmente uomini poco spirituali (perciò automaticamente ingiusti) né più né meno del popolo stesso; sapendo questo, a quel punto tutto torna, e se li lasciamo scaldare ancora per un pò le poltrone di potere e letti d’oro arraffati di qua e di là possiamo prepararci alla guerra atomica per la sopravvivenza dei più forti poiché l’uomo privato della coscienza (equilibrio) diventa l’antiuomo: il più grande nemico dell’uomo, di se stesso.

La cosa più divertente di tutte è che quello che ho detto è il frutto della logica più elementare non ci vuole la laurea per giungere alla suddetta conoscenza basilare, quindi, mettere in pratica l’ovvio.

Eppure, ognuno continua imperterrito nel lodare il suo ‘dio’ o idolo senza muovere un dito… fino alla propria morte.

Insegnamento della Logica
Ω

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