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di Gianni Lannes
Ignare cavie italiane a cui il governo vieta la salutare vitamina D (esposizione al sole), ma non le medicine pericolose. Chi ne uccide di più? Morti a causa del Covid-19, in ragione delle patologie pregresse, oppure delle cure letali a base di antivirali, antibiotici e steroidei sperimentati senza il consenso informato degli interessati e/o dei parenti più stretti, come ha accertato l’Istituto Superiore di Sanità? Un dato ufficiale è certo: attualmente si somministrano agli ignari pazienti farmaci rischiosi per la salute che mettono a rischio anche la vita, come ad esempio, l’interferone beta 1. Nel belpaese la Convenzione di Oviedo è carta straccia.

 Gazzetta Ufficiale numero 69 del 17 marzo 2020, estratto)
Infatti, in gran fretta, dall’11 al 27 marzo 2020, l’Aifa ha autorizzato almeno una mezza dozzina di pericolose sperimentazioni farmacologiche sui pazienti contagiati dal Sars CoV-2. Tra le multinazionale favorite, come al solito c’è anche Sanofi Aventis. In particolare, il 17 marzo scorso, come attesta la Gazzetta Ufficiale (serie generale, numero 69), anche l’Avonex prodotto dalla Biogen France, usato per “curare” (si fa per dire, sic!) la sclerosi multipla, è stato somministrato agli sventurati di turno in ospedale, positivi al nuovo coronavirus. Com’è noto, proprio l’Avonex (nome commerciale) vanta pagine di controindicazioni ed effetti collaterali, tra cui la dispnea e l’ipertensione arteriosa polmonare, ma non solo.

L’Agenzia italiana del farmaco (il controllore) si era innalzata già agli onori della cronaca in passato per aver donato 20 milioni di euro (denaro pubblico) alla famigerata Glaxo Smith Kline (il controllato).

Basta leggere la Gazzetta Ufficiale italiana per rimanere quanto meno sorpresi dalla vergognosa, o meglio criminogena azione dell’AIFA, rispetto all’utilizzo di questo farmaco. L’AIFA è l’istituto responsabile della messa in vendita dei farmaci e quindi anche il responsabile degli effetti e delle controindicazioni farmacologiche. Ciò che lascia di stucco è la rapidità con cui questo farmaco, l’interferone beta 1, sia stato ritenuto compatibile alle cure da Covid-19 e poi sia stato tolto dai piani terapeutici. Il perché di questo improvviso cambio di posizione è un mistero. Una prima risposta possono essere i danni collaterali dovuti al tipo di somministrazione. L’AIFA, infatti, a differenza di quanto specificato dalle istruzioni di somministrazioni, ha autorizzato l’utilizzo endovenoso; mentre le istruzioni raccomanderebbero una somministrazione sottopelle o intramuscolare. Naturalmente la differenza di somministrazione ha causato diversi danni collaterali, quali depressione, aritmie, crisi respiratorie, dovuti ad una più rapida assimilazione del farmaco. A proposito: quanti sono i decessi provocati dall’interferone beta 1 ai pazienti contagiati dal Sars CoV2? Nemesi medica: più del virus ne uccide la “cura”? Il presidente del consiglio Conte e il ministro al ramo Speranza non si sono accorti di nulla? E gli onnipresenti televirologi alla Burioni sono in letargo avanzato? L’inquilino di Palazzo Chigi e tutto il governo risultano ancora latitanti in Parlamento: infatti non hanno risposto a ben 167 atti ispettivi (interrogazioni ed interpellanze) relative al famoso agente virale, ancora a piede libero nel belpaese, nonostante gli arresti domiciliari dell’intera popolazione. L’esecutivo del Conte bis si dimetterà dopo aver svenduto l’Italia (ormai disastrata a dovere) in cambio del MES? Adesso gli italiani andranno tutti a vivere a casa dell’ineletto grulpidiota che si accinge a prorogare gli arresti domiciliari al 13 aprile prossimo?

 

Riferimenti:





















Gianni Lannes, VACCINI CAVIE CIVILI E MILITARI, Nexus edizioni, Battaglia Terme, 2018.




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