Per esportare la carne la Germania sta inquinando tutta la nazione

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Meglio morire austeri, ed ordoliberisti, che vivere: le contraddizioni dell’agricoltura tedesca

Sul quotidiano tedesco SZ è stato pubblicato un interessante articolo sullo stato dell’agricoltura tedesca. Il senso, che cerchiamo di condensarvi, è il seguente:

  • La Germania produce in modo intensivo molta più carne suina, bovina ed avicola di quanto avrebbe bisogno per il proprio sostentamento;
  • la produzione avviene con metodi fortemente intensivi che inquinano il terreno, con le falde acquifere che presentano sempre più tracce di nitrati;
  • questa sovrapproduzione avviene per poter esportare importanti quantità di carne all’estero.

Tutto questo avviene in una situazione in cui la sostenibilità ecologica è oltre il limite, per i nitrati e le enormi quantità di letame da gestire (e dimenticano il glifosato….).

Nello stesso tempo sta saltando anche la sostenibilità sociale, con il 18% delle aziende produttrici di bestiame da carne chiuse dal 2010 al 2018, ed il 28% di quelle produttrici di latte, quelli suini si sono dimezzati dal 2007.

Quindi la Germania si lamenta di una produzione eccessiva, diretta all’export, inquinante ed anti ecologica, controsenso per un settore che dovrebbe vivere in simbiosi con la natura, e pure si lamenta della “Mancanza di fondi” per cambiarla e fare un passo avanti.

Osservazioni azzeccate, ma scandalose perché sono, in realtà , figlie dello stesso sistema che proprio la Germani desidera.

Quando punti tutto sul surplus commerciale per creare non ricchezza (cioè spesa dei cittadini) ma crediti, segno di potenza mercantilistico, non puoi stupirti se questo criterio viene applicato anche all’agricoltura, stravolgendone le basi ecologiche e sociali.

Lo hai voluto tu, e con il sistema puramente liberoscambista non puoi più tornare indietro e devi essere “competitivo” al ribasso con economie che partono con costi base più bassi, come la Romania, oppure chiudere.

Quando fai della riduzione del debito un mantra a qualsiasi costo, non devi lamentarti se i privati non hanno i fondi di conversione del sistema, perché lo hai voluto tu, evitando ogni contributo ed investimento pubblico in nome del libero mercato.

Ricordarsi adesso che l’agricoltura dovrebbe essere “biologica”, termine che contiene tutto ed il contrario di tutto, sembra solo una furba operazione di marketing fatta per far vendere la prossima salsiccia industriale più cara.

Bisogna ripensare completamente il sistema produttivo e rivedere il concetto di “mercato assoluto padrone”, perché se il mercato è padrone totale siamo noi ad essere schiavi e ad avviarci, mestamente, verso l’estinzione. Fonte Scenari economici

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