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Sindromi influenzali e influenza: gli italiani hanno sborsato 1,2 mld di tasca propria – di Marco Staffiero

Ci si copre, abbiamo tutte le comodità e i servizi, ci si vaccina per tutto, eppure aumenta anno dopo anno ogni tipo di influenza. Ma che strano.

Reggetevi forte: le sindromi influenzali, dall’influenza vera e propria ai raffreddamenti con mal di gola e tosse che si possono presentare anche in primavera e in estate, hanno fatto spendere di tasca propria agli italiani 1 miliardo e 187 milioni nell’anno solare 2018 per farmaci non prescrivibili.

Da novembre 2018 al 28 febbraio 2019, la spesa è stata di circa 570 milioni, secondo i dati forniti da Iqvia, provider globale di informazioni in ambito sanitario, tecnologie innovative, consulenza e servizi di ricerca clinica.

La parte del leone l’hanno fatta le farmacie che, su un totale di 1 milardo e 187 milioni di euro, hanno registrano vendite per un miliardo e 69 milioni, mentre il resto dei farmaci da banco sono stati acquistati nelle parafarmacie e anche presso la grande distribuzione organizzata.

Nel 2018 è stato registrato un aumento di vendite di farmaci contro la tosse del 5,2% a 322 milioni di euro.

In particolare sono stati spesi 150 milioni di euro (+7,8%) per i sedativi per la tosse, mentre gli espettoranti hanno raggiunto 172 milioni di euro (+4%).

Per quanto riguarda i prodotti che hanno dominato il mercato lo scorso anno, mantiene il primato l’antipiretico-analgesico Tachipirina (paracetamolo).

Sindromi influenzali: ogni anno colpiscono il 9% degli italiani

Nel periodo dal primo novembre 2018 al 28 febbraio 2019, il trend di vendita dei farmaci per la cura dei sintomi influenzali (automedicazione e farmaci senza obbligo di prescrizione) ha registrato un leggero calo rispetto allo stesso periodo 2017-2018, quando la stagione influenzale è stata più virulenta.

Infatti, in questi quattro mesi, nel consumo di tutto il comparto (antipiretici, decongestionanti, antitosse, espettoranti, soluzioni saline, anti-allergici) è stato evidenziato un calo dello 0,2% a valori rispetto allo stesso periodo del 2017-2018.

In controtendenza i prodotti per il mal di gola (+3,6%), le soluzioni saline nasali (+3,2%) e i prodotti anti-allergici da banco (+10,6%).

Mediamente – secondo l’analisi di Iqvia – le sindromi influenzali in Italia colpiscono ogni anno il 9% della popolazione, con un minimo del 4%, osservato nella stagione 2005-2006.

Mentre nella stagione 2017-2018 si è registrato il massimo assoluto: il 15%. Il periodo influenzale 2018-2019, ancora parzialmente in corso, è stato caratterizzato da un periodo iniziale di bassa incidenza fino alla fine di dicembre 2018.

Mentre il virus si è molto diffuso con l’inizio del 2019. Secondo i dati del Sistema nazionale di sorveglianza InfluNet, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, il picco epidemico è stato raggiunto tra la fine del mese di gennaio e l’inizio di febbraio.

Il contagio ha interessato soprattutto le età pediatriche prescolari e scolari e gli ultracinquantenni.

Possono essere davvero tante le motivazioni, ma rimane doveroso fare chiarezza del perché anno dopo anno l’individuo rimane vulnerabile a diverse forme influenzali.

Titolo originale: Influenza, gli italiani hanno sborsato 1,2 mld di tasca propria – Fonte Il Format

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