Morgan Stanley, i fattori che indeboliranno

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Gli analisti
dell’investment bank Usa ricordano che l’anno scorso la forza del biglietto
verde non era dovuta a un singolo elemento, ma tre fattori interrelati tra loro
e che si rafforzavano: un rallentamento ciclico nel resto del mondo rispetto
agli Usa, un aumentato rischio di protezionismo e un mix di politica fiscale
accomodante e politica monetaria restrittiva. Inoltre la divergenza di forza
economica tra gli Stati Uniti e il resto del mondo era esacerbata dalle scelte
politiche Usa sul commercio e il meccanismo di sostegno della crescita, ossia
quello fiscale.

Ora cosa sta
invece accadendo? Secondo Morgan Stanley ora ci stiamo dirigendo in una
direzione opposta. L’impulso fiscale dovuto alla riforma della tassazione sarà
molto più basso quest’anno rispetto al 2018. D’altro canto la Fed ha invertito
la rotta e dopo i rialzi dei tassi dello scorso anno ora ha assunto toni da
colomba anche dal punto di vista della riduzione del bilancio. Quindi anche la
politica monetaria ha avuto un’inversione rispetto allo scorso anno. Come
risultato di questo doppio cambiamento gli investitori esteri hanno invertito
la rotta e Morgan Stanley sottolinea che da dicembre scorso gli esteri hanno
riscatto 250 miliardi di dollari da attivi Usa, invertendo il trend rispetto ai
cinque mesi precedenti di flussi positivi.

Dal punto di
vista dei timori legati alla guerra commerciale Morgan Stanley sottolinea come
il mercato ormai sembra prezzare un esito più positivo. “Anche se non
possiamo escludere i rischi di nuove tensioni, soprattutto tra gli Stati Uniti
ed altri Paesi, sembra che rispetto al 2018 i timori di un’escalation ora siano
sempre meno probabili”, dicono gli analisti.

Infine anche
dal punto di vista macro Morgan Stanley ritiene che sia per l’Europa sia per la
Cina si possa arrivare a una svolta e a un rimbalzo. In particolare per la Cina
potrà essere positivo l’effetto combinato di una politica monetaria e fiscale
espansiva. E un recupero in Cina avrebbe un effetto positivo anche sull’Europa.

Se i tre
fattori che hanno fatto da vento favorevole al biglietto verde e che avevano
creato un circolo che auto rafforzava ora un’inversione di tutti e tre potrà
portare al contrario a “un ciclo di indebolimento del dollaro”,
dicono da Morgan Stanley.

Gli anlisti
sottolineano che la debolezza del dollaro a sua volta può dare una spinta al
commercio, così come la sua forza l’aveva indebolito. Questo farà da supporto a
una ripresa in Europa e in Cina, aiutata dalle misure domestiche. Qusto trend
potrà ulteriormente incentiva gli investitori da uscire dagli asset Usa per
preferire altri attivi. “Crediamo che i mercati non prezzino oggi questo
tipo di rischio”, dicono gli analisti di Morgan Stanley.

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