Iliad e il cavallo di Troia della telefonia

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BRUNO PERINI  1

La compagnia francese
Iliad ha da poco “invaso” il settore delle comunicazioni: bene per i
consumatori, male per l’oligopolio. Ma con quali reazioni?
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 Forse non sarà, come è stato detto, l’apocalisse per le Tlc italiane, ma è certo che lo sbarco dei francesi in Italia con la low cost Iliadavvenuto nella primavera del 2018, sta mettendo a dura prova i grandi competitor della telefonia mobile e sta inasprendo la feroce guerra commerciale in atto.

I cultori della libera
concorrenza
 giurano che questa guerra favorirà i “consumatori” di
telefonini, che in Italia sono tantissimi: con 62.750.000 utenti, l’Italia è
seconda in Europa dopo la Germania e settima nel mondo dopo Giappone, US, Cina,
Russia, Germania e Brasile. Ma la competizione, come certificano
alcune recenti analisi, sta portando nel mercato delle Tlc due piaghe
assai insidiose
: la disoccupazione e qualche problema ai bilanci delle
aziende che partecipano alla guerra delle tariffe.

La guerra commerciale tra Tlc e le sue prime vittime

Secondo le stime dei sindacati dal 2010
al 2017 il settore delle Tlc, che occupa circa 200.000 addetti tra
dipendenti e indotto, ha perso oltre 15.000 persone. Fino al 2016,
spiegano alla Cgil, il sindacato è riuscito a gestire la situazione grazie a
uscite spontanee o alla cassa cntegrazione, ma “con l’arrivo di Iliad –
spiega Riccardo Saccone, segretario generale della Slc Cgil – i
grandi gruppi delle Tlc hanno cominciato ad annunciare esuberi e a predisporre
licenziamenti”, che hanno colpito in primo luogo le aziende dell’indotto.

Un caso esemplare è quello della Telecom,
dove in questi ultimi dieci anni si è registrato il maggior dimagrimento: si è
passati da circa 120.000 a 48.000 addetti. Anche in questo caso la
politica aziendale e sindacale ha consentito una “dieta” morbida, fatta di
uscite concordate, ma ciò non toglie che la perdita di posti di lavoro sia
costante e coincida proprio con la guerra commerciale. Di
recente Vodafone ha annunciato esuberi e subito gli ha
risposto la Slc-Cigl: “Siamo disponibili a un confronto ampio – ha detto Sacconi
– per verificare la possibilità di percorsi di riconversione professionale e di
efficientamento, ma non c’è spazio per azioni traumatiche e unilaterali”.

L’altro lato oscuro di questa guerra
commerciale è un possibile indebolimento dei bilanci delle aziende.
Vediamo il problema dal lato dei ricavi: se si guardano i dati degli operatori
più importanti si scopre che i ricavi sono scesi sensibilmente. I 974 milioni
di Vodafone Italiarisultano in calo del 9,5% su base annua.
Flessione anche per Wind Tre: 940 milioni, in riduzione del 9,8%
annuo. Il guaio è che il calo dei ricavi si scarica sull’occupazione.

Ma torniamo al ribasso selvaggio
delle tariffe
. Come sanno bene tutti coloro che ogni giorno vengono
tempestati a ogni ora del giorno di telefonate e di messaggi online dalle
compagnie telefoniche la guerra commerciale si fa sempre più intensa. Con
l’arrivo di Iliad, poi, i giochi sono senza esclusione di colpi. D’altronde i
vertici del gruppo francese, fondato da Xavier Niel e guidato da Maxime Lombardini,
avevano annunciato l’aggressione al mercato italiano come una “rivoluzione
che avrebbe spezzato l’oligopolio di fatto dominato da Vodafone, Tim e Tre. La
cosa singolare su cui varrebbe la pena riflettere è che ai tre stranieri se ne
aggiunge un altro. Gli italiani, infatti, dopo che il gruppo
francese che fa capo a Vivendi si è preso la maggioranza di Tim e dopo la
fusione tra Wind e la cinese Tre, sono scomparsi da un settore
chiave come le telecomunicazioni. Quindi si può dire che è una guerra
tra stranieri sul territorio italiano
.

Iliad e i motivi del successo dell’invasione

Al quartier generale di Vodafone e di
Tim, come ai vertici della Tre, le tariffe di Iliad fanno
tremare le vene, e i grandi colossi stanno già predisponendo le controffensive.
In effetti a un primo sguardo il confronto con le altre compagnie è
impressionante: Iliad è presente sul mercato italiano da pochi mesi e la sua
presenza è stata annunciata da una massiccia campagna pubblicitaria che oggi
sta consolidando “l’invasione”.

La sua prima offerta è stata di 5,99
euro al mese con 30 GB di traffico incluso, oltre a voce e sms illimitati.
L’offerta è stata sostituita, dopo un certo numero di clienti, con una a 6,99
euro per 40 GB di traffico e ora si è stabilizzata quella a 7,99 euro per un
traffico incluso di 50 GB. Per il momento la new entry ha superato i due
milioni di clienti
. Questa aggressività ha provocato, come spesso avviene
quando si sfidano gli oligopoli, una immediata anche se molto debole
reazione
 sul terreno del low cost: la Tim ha messo sul mercato Kena,
che ha l’ambizione di rispondere a Iliad, mentre la Vodafone ha risposto
con Ho, una low cost che fino a questo momento era stata tenuta
sotto traccia.

Ma a parte i timidi tentativi di
replicare all’avvento della parigina Iliad, negli ultimi mesi si sono
moltiplicati con un’intensità asfissiante i messaggi provenienti
soprattutto da Tre, che fino a pochi mesi fa aveva il monopolio delle basse
tariffe. Milioni di utenti hanno ricevuto una mail che suona così: “Passa a
Tre
 con 30 giga e minuti illimitati a soli 7 euro al mese”. Accanto a
questi messaggi ne arrivano altri, del tipo “Torna a Vodafone”, “Torna
a Tim
”. Vodafone ha addirittura attivato Vodafone Special Minuti 50 Giga a
10 euro al mese e Vodafone Special Minuti 30 Giga a 7 euro al mese se si
proviene da Iliad, Tre e alcuni operatori virtuali. Insomma la guerra è
all’ultima tariffa e in questo caso è finalizzata ad arginare lo sbarco
dei francesi
.

“Quella che si riscontra sul mercato –
ha spiegato Claudio Campanini, managing partner AT Kearney – è una
grossa tensione che ha costretto gli operatori a ridurre i prezzi delle
offerte. Il risultato è sicuro, matematico: da un mercato saturo non
possiamo che aspettarci che varrà di meno”. Tra i grandi operatori c’è chi
parla invece di “cannibalizzazione della clientela”.

La preoccupazione delle grandi compagnie
telefoniche per lo sbarco di Iliad è dovuta anche al fatto che la legge
italiana
 concede una corsia preferenziale ai nuovi
arrivati: Iliad si ritrova a essere l’unica compagnia a poter usufruire
dei vantaggi dei nuovi entranti stabiliti dal regolamento
dell’Agcom. Quando il 10 settembre del 2018 è partita la suprema gara per
conquistarsi la tecnologia 5G, viatico per gli smartphone, il
Ministero dell’Economia vi ha ammesso anche i francesi di Iliad, oltre a Tim,
Vodafone, Wind Tre, Fastweb, Linkem e Open Fiber, e ha riservato al gruppo
parigino due lotti da 5 Megahertz della banda più sofisticata da un punto di
vista tecnologico. Alla fine della gara anche Iliad, assieme a Wind e Tre, ha
ottenuto i lotti da 20 Mhz con una spesa di 483,9 milioni. Insomma, gli
“odiati” francesi sono entrati a gamba tesa nel sistema delle Tlc italiane, e a
questo punto la guerra commerciale ci porterà certamente altre sorprese.

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