Da Monroe, a Papa Giovanni XXIII, a Kennedy, fino a Obama. Allora si capisce Maduro.

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Di Paolo Barnard 

Che l’America Latina debba essere
proprietà privata degli Stati Uniti fu deciso nel 1823 dal presidente americano
James Monroe, che nella sua celebre “dottrina” già aveva definito le
terre che vanno dal Messico alla Patagonia come proprietà naturale degli USA,
cioè terre che per una ‘naturale legge di gravità politica’ sarebbero prima o
poi cadute nel “giardino di casa” di Washington (citaz. Chomsky).
L’unico ostacolo, prevedeva Monroe, erano gli inglesi, le cui flotte erano a
quel tempo troppo potenti per permettere la conquista Yankee, ma che prima o
poi si sarebbero ritirate, predisse il presidente. E infatti è accaduto.

Quello che sta succedendo in queste ore in
Venezuela è, in una sua parte, banale: il Padrone non molla mai, e
siamo da capo, cioè all’intervento illegale N. 300 degli Stati Uniti in America
Latina secondo la dottrina di Monroe. Naturalmente, agli USA devono conformarsi
i vassalli – cioè gli Stati latino americani oggi in mano a pupazzi del Fondo
Monetario internazionale, come il gruppo di Lima, poi la Gran Bretagna e anche
noi della UE. E la cosa farsesca è che, mentre in America si strilla isterici
per le presunte interferenze di Putin a favore di Trump, accade che come nulla
fosse il Ministro degli Esteri Americano Mike Pompeo telefona al neo
autoproclamato presidente del Venezuela, Juan Guaidò, 24 ore prima
dell’annuncio della sua candidatura a presidente. Ma và? Prima domanda: “Ma
se Pompeo fa questo, allora perché Putin non avrebbe potuto telefonare a Trump
24 ore prima dell’annuncio della sua candidatura?
”. Poi la risposta alla
domanda “Cosa si saranno detti?” la si può fare a una scatoletta di
tonno, fiduciosi di avere la risposta giusta.

E siccome è noto che – da Kennedy,
finanziatore dell’orrendo golpe in Brasile; a Kissinger, finanziatore dei golpe
dappertutto; passando per Carter e Reagan, torturatori del Nicaragua in
particolare; i Bush contro Haiti in particolare; Bill Clinton, finanziatore
degli squadroni della morte in Colombia; fino a Obama, sostenitore del golpe in
Honduras e armatore della nuove basi militari – siccome è noto che, dicevo,
Washington ci tiene così tanto agli ideali democratici che vanno esportati nel
suo “giardino di casa”, è notizia di oggi che Mike Pompeo ha nominato il
Neo-Con Elliot Abrams come suo inviato speciale in Venezuela, giusto per dar
l’impressione di essere equidistanti. Abrams è un neo-nazista, un pregiudicato
(graziato da Bush I), che ha finanziato il genocidio in Guatemala del generale
Rios Montt, che ha passato le bustarelle dello scandalo Iran-Contras sotto
Reagan e che organizzò il fallito golpe contro Chavez nel 2002. E’ “the
Monroe doctrine on steroids
“, si direbbe in slang.

Ma vedete, l’articolo N. 231 di oggi sul
Venezuela e tutti i dettagli da Google-journalism non vi serve a molto.
Piuttosto va dato ancora un po’ di retroterra per capire Maduro e come uscirne.

In un indicibile paradosso, le tragedie
dell’America Latina iniziarono nel XVI secolo con la conquista nel nome del
Vaticano, ma ebbero la loro unica speranza di terminare proprio grazie al
Vaticano, quello del Concilio Secondo di Papa Giovanni XXIII nel 1959. Fra le
maggiori istanze che esso annunciò, ve n’era una di portata rivoluzionaria
scioccante: L’OPZIONE DELLA CHIESA PER I POVERI. Dall’infame Costantino, nel IV
secolo, la Chiesa aveva scelto senza ombra di dubbio l’opzione per i
ricchi e per i potenti e il tripudio per lo sterminio dei poveri e dei
dissidenti
, non stop per i 1.700 anni successivi anni fino al grande Papa
Giovanni XXIII (poi ci è ricascata, ahimè). Questo pontefice invece di colpo
invertì gli ordini di squadra: no, disse, la Chiesa ora sceglie i poveri. Quasi
nessuno qui da noi ci fece molto caso, ovvio eravamo italiani in pieno boom
economico, ma nell’America Latina invece il messaggio del Concilio Secondo
prese piede in modo sorprendente sotto forma della Teologia della
Liberazione
. Cos’era? In due parole: si trattò di ampi numeri di preti e
suore, e qualche rarissimo caso nei ranghi ecclesiastici superiori, che proprio
ispirati dal Concilio Vaticano Secondo si spogliarono di ogni bene e
semplicemente fecero quello che fece Cristo, cioè lottarono nelle bidonville
dei poverissimi, morirono per e accanto a loro, e ovviamente entrarono in
aperto conflitto con i superiori, cioè i loro Vescovi, Arcivescovi e Cardinali,
fra cui anche il buon Bergoglio. Nota: lunga e fetente storia per questo
mistificatore, che sempre tenne il piede in 3 staffe. Un minino stette coi suoi
gesuiti teologi della liberazione (ne tradì due in circostanze orribili e
silenziò molti altri), ma poi in maggioranza stette invece zitto con le
Dittature, e alla fine fu un fedele facilitatore del Fondo Monetario
Internazionale di Washington fino al papato. Ma torniamo alla storia.

Nel 1962, il venerato (da voi…)
presidente USA J.F. Kennedy notò questi clamorosi fatti e scosse il capo. Ma
scherziamo? Adesso sti 4 preti straccioni si mettono a fare i ‘socialisti’
contro gli interessi degli investitori americani? Ma che crepino (non poté
‘prepensionare’ Giovanni XXIII perché era troppo popolare). Quindi Kennedy per
primo (ma nel mezzo fu assassinato) e poi il suo successore Lyndon B. Johnson
diedero il semaforo verde (per usare un’espressione tutta americana) al peggior
terrore neonazista della storia del Brasile, quando con la cacciata del
democratico Goulart i militari ripresero il potere nel Paese (1964) inaugurando
la notoria stagione del National Security States, quella cioè
dei golpe fascisti latino americani per tre decadi successive.

Nei files segreti dell’epoca, oggi
desecretati e disponibili presso i National Security Archives di
Washington, si possono leggere le euforiche parole dell’ambasciatore
statunitense in Brasile Lincoln Gordon, un uomo del Democratico Kennedy, che
definì il golpe dei torturatori “una grande vittoria per il Mondo Libero
e “un punto di svolta per la Storia” (un intero capitolo del mio ‘Perché
Ci Odiano’ della Rizzoli è dedicato a questi abomini). Spiacenti, caro Papa
Giovanni XXIII, la tua Opzione per i Poveri deve morire, disse
JFK. E fu olocausto di massacri, torture, campi di concentramento, furti di
risorse per trilioni di dollari, tutto di fila in America Latina fino alla fine
anni ’90 e proprio a partire dalla nascita della Teologia della Liberazione
laggiù. Fra l’altro quest’anno ricorre il 30esimo anniversario di uno degli
ultimi atti di macellazione post JFK della giustizia in America Latina, cioè la
strage di sei accademici gesuiti teologi della liberazione e di due loro
domestiche da parte degli squadroni della morte Atlacatl in Salvador nel 1989.
Nota: col benestare evidente e più volte espresso nei fatti dell’infame Papa
Wojtyla, l’uomo piantato a Roma da Washington non solo per abbattere l’URSS ma
proprio per disintegrare l’Opzione per i Poveri in America
Latina, visto che rodeva nelle tasche delle Corporations, degli Hedge Funds e
degli Asset Managers americani (e nostri).

E arriviamo a Maduro oggi, passando, come
già scritto sopra, per tutti i presidenti USA di fila che mai hanno smesso di
finanziare e armare ogni porcheria anti democratica a sud del Texas (ripeto: da
Kennedy, finanziatore del golpe in Brasile; a Kissinger, finanziatore dei golpe
dappertutto; passando per Carter e Reagan, torturatori del Nicaragua in
particolare; i Bush contro Haiti in particolare; Bill Clinton, finanziatore
degli squadroni della morte in Colombia; fino a Obama, sostenitore del golpe in
Honduras e armatore della nuove basi militari). Washington non molla, e oggi col
naufragio delle rivoluzioni ‘Bolivariane’ in America Latina, siamo a questa
realtà: l’85% del continente è tornato nelle mani delle destre-stuoini del
Fondo Monetario. Ma qui l’onestà intellettuale impone un ma…

Verissimo che la guerra di sanzioni
americane contro Cuba e Venezuela è un abominio della legalità internazionale e
ruba miliardi all’anno a quei due Paesi. Verissimo che la fetente lustrascarpe
del FMI, cioè la UE, non è capace di un belato di giustizia internazionale da
nessuna parte (Palestina, Siria, Egitto, Yemen, America Latina) mentre ruggisce
contro le pecorelle PIIGS. Verissimo che quella che fu la culla della
democrazia, la Gran Bretagna, ha di nuovo sputato sulla propria Storia
bloccando l’oro di Maduro in un momento drammatico per il Venezuela. Ma…

… è altrettanto verissimo che l’America
Latina, almeno nella leadership (ma non solo), non ce la può fare, come si dice
gergalmente. E inizio da questo: sono ‘cattolici dentro’, anche quando sono
comunisti. Dal 2001/2 fino a ieri, le sinistre latinoamericane hanno avuto in
mano quasi tutto per salvare il continente e per finalmente usare le loro
immani risorse e le loro monete sovrane sganciate dal dollaro per rafforzare la
base sociale povera, cioè il 90% degli elettori. Gli USA erano in ritirata
ormai decennale sia economica che militare, e in affanno, anzi, panico, proprio
mentre dall’altra parte esplodeva il potere degli ‘astri benevoli’ dell’America
Latina di sinistra, cioè Cina e Russia a far da contraltare. Ma cosa è successo
invece? Siamo minimamente onesti per favore:

I leaders latino americani hanno sbagliato
economie nel 100% dei casi, e con una pervicacia sbalorditiva, limitandosi a
programmi-elemosina per la base sociale povera, cioè il 90% (vi ricorda
qualcuno? RdC?). Hanno fatto parrocchie a sinistra come a
destra nel 100% dei casi. Come ogni bravo ‘cattolico dentro’ sono stati
ipocriti da vomitare, corrotti da barzellette, e alla fine (in Brasile in modo
cosmico) hanno rubato il rubabile. Chiunque non sia un partigiano in malafede si
è accorto che sia in Brasile ma soprattutto in Venezuela l’elettorato di
maggioranza detesta la sinistra come la destra, derubati e traditi da entrambi
oggi. Nomi come Maduro e Guaidò non rappresentano più nulla, sono screditati
alla morte, e figurano solo nei media per via di quel 10% a testa di esagitati
che riescono ancora a far comparire davanti alle telecamere in piazza, mentre
l’80% sta a casa a sbattere la testa contro il muro.

Quindi? Quindi di certo nel mondo dei
sogni andrebbe messo uno stop immediato ai 196 anni d’illegalità della dottrina
Monroe (con la pietosa UE al seguito); di certo l’unica via è oggi il
negoziato, visto che laggiù la scelta realistica per quella povera gente è fra
lo schifo di Maduro e lo schifo di Guaidò. Ma come sempre dico in quasi totale
isolamento da decenni (come nel caso dei Paesi Africani), finché le Sinistre,
intese come base di popolo, non accetteranno di guardarsi dentro e di capire
come hanno fatto a diventare ovunque nel mondo delle tali
schifezze, mafie, parrocchie e traditrici di lotte centenarie, possiamo pure
continuare a gridare Yankee Go Home! ma in America Latina le maggioranze
continueranno a sbattere la testa contro il muro.

O le Sinistre imitano l’immenso atto
di autocritica
 di Giovanni XXIII e anch’esse ritornano a una vera
storica Opzione per i Poveri(si spera con maggior successo oggi),
oppure non si andrà da nessuna parte (neppure qui da noi).

Fonte (source) – (go to source)

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