Supercoppa italiana. Raddrizzar banane

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Questo pare il mestiere più adatto per i millanta giornalisti disquisenti sul drammatico problema come vestiranno le tifose italiane che andranno in Arabia Saudita a vedere Milan-Juve?

Questo se fossimo in un paese serio, con gente seria, che fa il proprio mestiere in maniera almeno decente. Perché, badate bene, a porsi questa domanda non sono gli “addetti” ovvero i gossippari. No sono tanti anche nelle schiere degli economisti, dei notisti di cronaca estera, degli elzeviristi (in questo caso più elz-evirati) e nessuno che si chieda quanto costa andare a vedere ‘sta finale, perché tra volo (300), albergo(100), biglietto(70), pasti(10) e bevande(20), a stare stretti e andando a dormire, mangiare e bere nei posti più cessi  di Jeddah fa 400 euro. Che poi sono lo straminimo sindacale. Perché noi italiani quando andiamo all’estero vogliamo fare bella figura e questo si sa costa. Ma anche 400 euro per una giornata è un costo non trascurabile per lo stipendio del ceto medio italiano e allora questo evento, oltre i lobotomizzati, riguarda solo i calciodrogati di ottime posizioni economiche.  Perché la verità vera è che di italiani, in “tour” per conto della FGCI, ce ne saranno un mucchio, e giustamente, visto che per tre supercoppe la medesima ha incassato 21 MILIONI e naturalmente una quota sarà riservata alla gratifica di superpapaveri politici, sportivi e leccaculi. Come poi dovranno andare allo stadio le tifose in quelle lande saranno problemi delle signore medesime e se in quelle lande le signore hanno meno diritti degli uomini e non possono andare allo stadio (ma anche al ristorante o al bar) da sole, beh questa è storia vecchia e solo l’ignoranza giustifica che se ne parli oggi. Per fare cosa poi? Solo per dar ragione a Salvini che potrà dire che se loro fanno le regole che vogliono e pretendono che molti le rispettino, allora noi DOBBIAMO pretendere lo stesso. Che poi una super woman come la signora Barbara Berlusconi vada postando sul Fatto Quotidiano (il diavolo e l’acquasanta, se si sapesse chi è il diavolo) disquisizioni sullo stato delle donne arabe e non l’abbia fatto sui giornali di papi quando lei, che in quei paesi ci andava e ne conosceva usi e costumi, è ancora più strano. Come la scelta del quotidiano, una provocazione (ma per chi?). E anche Travaglio: perché “accoglierla”? In fondo chi ride di lei, ride anche di del Marco torinese. Che poi è solo e tutta una banale questione d’invidia se lei fosse stata ancora uno dei capi della tribù milanista, sarebbe andata accettando usi ed abusi, ma toccandole di stare a casa  perché perdere l’occasione di spalare merda e veleno?

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