E alla fine arrivò Conte

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Di Marcello Veneziani

Si, Salvini, si, Di Maio o chi volete voi. Ma il personaggio dell’anno nel vero senso della parola è Giuseppe Conte da Volturara Appula, professore e avvocato. Perché è l’unico personaggio davvero nato nel 2018. L’anno precedente non esisteva: esisteva come persona, faceva il professore, gonfiava un po’ il suo curriculum per farsi apprezzare, ma era una persona, non un personaggio. Ma un bel giorno di primavera dell’anno che sta per finire, venne al mondo lui, il candidato premier. All’inizio parve una boutade, lo vedemmo tutto emozionato, il neonato, entrare nel portone del Quirinale, poi lo vedemmo dichiarare che ci aveva provato. Una meteora destinata a sparire nell’ignoto in cui abitava fino al giorno prima. E invece il miracolo di Padre Pio per lui devoto, avvenne: Conte diventò davvero premier, giurò e vide formarsi il suo governo. Si sprecarono le battute su di lui, l’Intruso, sul suo non potere, sul suo ruolo di vicepremier dei suoi vicepremier. Però col tempo ci siamo abituati a vederlo, a sentirlo, a vederlo tra i big del mondo, con una sensazione di curiosa incredulità. Eccolo, l’imbucato ai vertici che si muove con affabile disinvoltura. In tutti questi mesi ha contato poco, ha deciso pochissimo ma lo ha fatto con garbo, senza mai polemizzare con nessuno, senza gaffe, senza mai subire attacchi.

Il suo governo è massacrato ogni giorno, il suo premier resta invece illeso, immune. Sarà un figurante ma fa la sua figura. Riesce a essere rassicurante ed ecumenico anche quando si definisce populista perché dice: se populista vuol dire voler bene al popolo, oppure se populista vuol dire che il popolo è sovrano, io sono populista. Grazie, così lo sono tutti, in teoria, o perlomeno nessuno dichiarerebbe di non esserlo. Conte è una specie di democristiano in interiore homine.

Dicono che si deve alla sua mediazione se l’Europa ci ha risparmiato punizioni facendo passare la manovra. In realtà, l’Europa e il Duo Salvini-DiMaio hanno usato il campo neutro di Conte per transare ed evitare capitolazioni. Mettici tu la faccia per il compromesso, noi restiamo gli ayatollah del sovranismo… Così Conte, oltre che figurante ha fatto la controfigura nelle scene più ardue. Non deciderà nulla, sarà ornamentale, sarà il Conte Zio, come lo abbiamo definito, ma don Peppino Conte, nato nella primavera del ’18, è il personaggio meno controverso d’Italia, meno attaccato perfino del Papa e di Mattarella. È lui, non c’è dubbio, Mister Diciotto.

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