M5S. Conti e Contesse

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Tante. Conti pochi e per lo più mal fatti. La menata “analisi costi-benefici” sbandierata come la panacea di tutti i mali si è tramutata in una cagata pazzesca (direbbe Fantozzi) e lo dico perché di emuli del mitico personaggio ne vedo tanti in giro. Prima di tutto una precisazione: puzza la storia che prima si fanno campagne elettorali farcite di no e vaffanculo e poi, arrivati al governo, si decide per questo tipo di analisi, che fa rimangiare tanti no e tanti vaffa. Già se c’era questo metodo meraviglioso, perché non usarlo prima di fare promesse? O perché si è stupidi o perché si è in malafede. Questo lo decideranno gli elettori. Ora veniamo all’analisi. Si mettono come costi non solo i minori introiti per pedaggi autostradali, ma anche la minor vendita di benzina. Nessuno parla però dei maggiori costi per la salute. La Appendino ha appena detto che è disposta a bruciare più monnezza romana per dare una mano. Poi fermerà il traffico per sabati e domeniche o spererà in abbondanti precipitazioni che le ripuliscano l’aria torinese. Ormai il gioco è chiaro: stanno cercando di tener duro sulla TAV per non perdere anche questa faccia. E sarà da ridere, perché facendo poi il traforo del Brennero (per Toninelli già fatto) non fare quello piemontese è come praticare lo sport di Tafazzi. Ora credo che la misura sia ampiamente colma. Hanno avuto tempo per prepararsi (5 anni della precedente legislatura), ma alla prova dei fatti e dei conti hanno scaldato i banchi, sennò non avrebbero promesso la luna. Era banale che i nodi sarebbero venuti al pettine, come era banale che molti nel movimento non fossero mossi dal sacro fuoco dell’ideale, ma da quello della poltrona e che poltrona. Così anche questa ultima speranza se ne va. Quella di gente onesta che si prepara, che non racconta balle perché prima si è documentata. Ma documentata cosa! Visto che il primo ad avere tanta confusione in testa è il Beppe nazionale, che prima era a Romo un settimana sì e l’altra pure e ora se ne sta rintanato, non viaggia più. Il sospetto è che da quando è morto Gianroberto lui non conti una beata mazza. Ormai il movimento è un partito e il partito un’azienda e le aziende si sa hanno bisogno di soldati e non di eroi. Allora persa la TAP, perso il Terzo Valico, ridimensionato il Reddito di Cittadinanza, il Piave è la TAV, ma anche quella traballa e allora avanti con le analisi costi-benefici farlocche e con gli inceneritori che non vanno bene, ma possono dare una mano. Delle vere proposte per una economia sostenibile e un ambiente migliore niente. Perché invece di fare i compiti preferiscono andare sui balconi o in discoteca a festeggiare i successi.

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