La Boschi e le cattive condotte

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La società Condotte è una gloriosa e antica azienda di costruzioni, che ha chiesto l’amministrazione controllata perché non riusciva più a far fronte ai debiti. Accade nel mondo dei grandi costruttori, versano in condizioni similmente critiche la Astaldi e la CMC di Ravenna. Un po’ per la crisi, un po’ per i contenziosi, un po’ perché lo Stato è un cattivo pagatore e un ancor peggior committente, con queste opere pubbliche che avanzano a singhiozzo. Ora Condotte doveva fare la stazione alta velocità di Firenze e si scopre che aveva assoldato come consulenti, almeno così scrivono i giornali, l’avvocato Bianchi e il fratello di Maria Elena Boschi, quest’ultimo con un contratto di 150.000 euro. Tutto normale, le aziende private si scelgono i consulenti che vogliono ed i costruttori hanno una strana attrazione per i politici e i loro amici. Al cuor non si comanda e non stiamo qui a rinvangare il tema di chi dà gli appalti. L’avvocato Bianchi è un uomo dallo straordinario successo, come il suo collega Tombari, titolare dello studio legale da cui provengono il tesoriere del Pd, Bonifazi e Maria Elena e in cui oggi lavora il fratello dell’ ex ministra, già dipendente Banca Etruria. Uno studio come si vede pieno di persone di successo, infatti Tombari presiede oggi la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Il Bianchi è pure presidente di Open, la fondazione renziana, in corso di liquidazione, che ha raccolto in questi anni quasi sette milioni di euro e ha finanziato la Leopolda  e nel cui consiglio siedono pure la Boschi, Lotti e Carrai. Nonché è consigliere di Enel e titolare di molteplici consulenze, tra cui una della Consip da 340.000 euro. Come si vede, una normale storia italiana. Solo un piccolo consiglio a Renzi, nel caso lasciasse il Pd: lasci a casa assieme agli ingrati come Delrio, ai voltagabbana come Franceschini, anche gli amici come la Boschi. E’difficile fondare un partito come Ciudadanos, che predica il merito, quando si valorizzano tanto le amicizie.

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