Commodities

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 L’accentuarsi dell’avversione al rischio che ha colpito anche il mercato azionario USA si è riflessa in perdite decise per il comparto delle commodities nell’ultima settimana, anche se sono state concentrate in buona parte sul petrolio. I metalli preziosi e le commodities agricole hanno invece fortemente sovraperformato durante il ribasso.

Il petrolio è stato colpito da perdite pesanti che hanno riportato le quotazioni in area 72 e 81 US$/barile per il WTI ed il Brent rispettivamente. Dopo la recente forte sovraperformance, le quotazioni del greggio erano più vulnerabili a prese di profitto, ma il flusso di notizie idiosincratico non è stato particolarmente di supporto. Se da un lato rimangono rischi di strozzature all’offerta dopo che l’Iran ha minacciato ritorsioni per le sanzioni USA e sulla tensione diplomatica tra USA e Arabia Saudita per la vicenda della morte del giornalista al consolato saudita in Turchia, dall’altro lato i report settimanali USA sono stati uniformemente negativi, con produzione, scorte e numero di impianti estrattivi in attività tutti in aumento. Inoltre gli Emirati Arabi Uniti hanno annunciato che aumenteranno la produzione nel quarto trimestre e sia l’OPEC che l’IEA hanno sottolineato rischi al ribasso per la domanda legati anche ai prezzi elevati del petrolio.

Mentre i metalli industriali attendo probabilmente i dati macroeconomici cinesi di questa settimana per delineare il trend, l’oro è scattato al rialzo, rompendo alcune resistente tecniche importanti e portandosi a ridosso della media mobile a 100 sedute. La debolezza del US$ durante il ribasso dell’S&P 500 è probabilmente la causa principale, considerando la stretta correlazione negativa tra oro e US$ per gran parte dell’anno, ed il posizionamento molto leggero degli investitori ha certamente alimentato le ricoperture delle posizioni corte e l’apertura di nuove posizioni lunghe, ma l’outlook per il metallo giallo rimane incerto, poiché il US$ continua ad essere il bene rifugio preferito dagli investitori ed i tassi reali USA (l’altro importante catalizzatore storico per l’oro) sono saliti nelle ultime settimane.

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