Il governo del circa

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 Le soluzioni che il nuovo governo propone sono tutte “circa”. Nel senso che si avvicinano alla radice del problema, ma non le raggiungono. Circa mai. Prendiamo i migranti. Siamo in guerra con tutti, stiamo sparando ai passeri coi cannoni , ma non ci occupiamo mai  di andare a guardare i numeri, per scoprire che in Italia la percentuale di extracomunitari sulla popolazione è di gran lunga tra le più basse.  Tentenniamo tra “è finita la pacchia” a trattamenti da semidetenzione. Gli altri con lo stesso costo (35 euro al giorno) riescono a dargli anche un’istruzione e quindi ad impiegarli proficuamente, da noi se va bene braccia per il caporalato, se va male spacciatori per le mafie. Ma tutti tacciono.  Giggino vuole assumere un pò di ispettori del lavoro, per combattere il problema del lavoro nero: basterebbero quattro camionette dei carabinieri al tempo delle raccolte per risolvere tutto, ma nessuno ci ha ancora pensato. Cascano i ponti (e fortunatamente muoiono “solo” 43 persone, pensate se fosse caduto venerdì o sabato e non martedi: saremmo a contarli a centinaia e siamo ancora alle concessioni sì concessioni no e per la pubblicazione (parziale) del contratto dobbiamo spettare Autostrade: ma la copia del governo dov’era? Responsabilità: certe quelle dell’appaltante, ma quelle dei controllori? Parlo di quelli passati soprattutto, ma anche i presenti non ci fanno una gran figura: il governo è installato da mesi, tutti sapevano della pericolosità, ma nessuno ha mandato nessuno a vedere lo stato dell’arte e a ben donde, visto che il contratto lo ha fatto il governo di Silviuccio nostro nel 2008 e che solo dopo una settimana Matteo II si è “ricordato” di averlo votato. Ma al tempo delle votazioni, se c’era dormiva, per lo strapazzo del troppo urlare nelle piazze o distratto da twitter ed instagram. Naturalmente, visto che siamo in piena emergenza, Toninelli sta in spiaggia, ma ci garantisce che ha tutto il ministero sotto controllo, telefona tra un bagno e l’altro, ma va bene così. Le vacanze/ferie sono la cosa più sacra per gli italiani (campionato di calcio a parte). Nel frattempo abbiamo scoperto che il lo sforamento del 3% è possibile. Circa. Poi arriveranno le bacchettate da Bruxelles. Ora stiamo affrontando il reddito di cittadinanza. Le coperture sono oscure, i soldi promessi tanti. Eppure non abbiamo neppure elezioni di mid term come negli USA e tutta sta foga nel promettere è sospetta. Per ora di certo, pare, che ci sarà una crescita forte dei centri per l’impiego, poi ci sarà una forte richiesta di formatori, e alla fine i “formati” migliori potranno andare a lavorare all’estero. Gli altri avranno il reddito di cittadinanza e, dal divano, nelle pause pubblicitarie, potranno guardare quanti bei diplomi nuovi hanno incorniciati sul muro. Messo alle strette, prevedo che il nuovo governo attaccherà (come promesso) la legge Fornero: pensionamento vuol dire nuovi posti di lavoro, e oplà il gioco è fatto. Circa. Perchè nel privato non assumeranno nessuno (tranne i raccomandati, per quelli il posto c’è sempre stato), nel pubblico si faranno i concorsi che verranno contestati, poi annullati da un qualche TAR e poi rifatti. Intanto andremo avanti con i precari, aspettando una bella sanatoria. E i soldi? Già i soldi, un bel mistero, nero che si imbianca se ne vede pochino, capitali in fuga di più, e allora, probabilmente una patrimoniale (dichiarata o strisciante) non ce la toglie nessuno. Entro un  paio di anni ci si aspetta una bella crisi in borsa, che vorrà dire un’altra tosata per il traballante ceto medio e alla fine saremo molto più poveri di prima. Ma felici perchè dei poveri è il regno dei cieli. Circa.

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