Commento sui mercati valutari

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 Le critiche di Trump alla Fed per l’attuale politica monetaria e l’accusa a Cina e Ue di manipolare le proprie valute sembrano aver fermato l’apprezzamento generalizzato del US$ delle ultime due settimane, dopo che EUR/USD aveva tentato la rottura al ribasso di quota 1,14. All’inizio della settimana corrente, la valuta USA è in ribasso contro le principali valute, ad eccezione di corona svedese (sulla quale pesano inflazione debole, che potrebbe ritardare la normalizzazione della politica monetaria, e l’avvicinarsi delle elezioni legislative) e norvegese (nonostante la Norges Bank sia attesa alzare i tassi a settembre), mentre EUR/USD è tornato oltre quota 1,15. Le minute dell’ultima riunione della Banca centrale australiana, pubblicate oggi, esplicitamente più restrittive, hanno supportato il dollaro australiano che recupera contro le principali valute. I commenti di Trump alimentano l’attuale clima di cautela, destinato a continuare sulla scia di un peggioramento del quadro geopolitico (ultima la crisi turca) e dei timori che le guerre commerciali (in particolare tra USA e Cina) possano degenerare in guerre valutarie con ripercussioni sulla politica monetaria a livello globale. A questo proposito l’attenzione dei mercati sarà focalizzata questa settimana sul summit dei banchieri centrali di Jackson Hole negli Usa. Della debolezza del dollaro Usa hanno beneficiato, seppur modestamente, anche rupia indiana e indonesiana. L’accresciuta sensibilità di entrambe le valute alla volatilità dei mercati finanziari esteri, combinata ad un sell-off generalizzato delle valute emergenti, le ha portate a perdere circa il 9% (rupia indiana) e il 7% (rupia indonesiana) contro dollaro Usa da inizio anno. Lira turca in leggero recupero dopo aver toccato, lunedì scorso, area 7 contro dollaro Usa, e dopo il doppio declassamento del rating sovrano da parte di Moody’s e S&P. La decisione di entrambe le agenzie riflette la forte volatilità della lira e l’ampio deficit delle partite correnti che rischiano di minare la stabilità dell’economia. Nel frattempo il Qatar ha annunciato che intende fornire alla Turchia una linea di credito a sostegno del sistema finanziario.

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