Non esistono gruppi di sostegno per sognatori ed eroi

Stampa / Print

 Vi è una citazione inglese, di attribuzione non del tutto chiara che dice: “why are you trying so hard to fit in, when you were born to stand out?”. Perchè sforzarsi così tanto di mescolarsi alla massa, quando si è nati per distinguersi?

Negli ultimi tre anni ho calcolato che ho preso oltre 100 aerei. E in tutti i luoghi che ho visitato, nonostante le culture e lingue differenti, modi di fare business leggermente diversi, ho trovato la stessa funzione di base di ogni società: creare una pressione sull’individuo per conformarsi.

La paura di essere diversi, di non conformarsi al contesto, di essere giudicati ‘strani’, o diventare outsider del resto fa parte dello sviluppo psicologico adolescenziale, dove all’approvazione dei genitori, si inizia a sostituire per importanza quella del gruppo dei pari. Il problema è che le società moderne, prevalentemente consumiste, iniziano dal sistema educativo, fino a tutto quello intricato di messaggi veicolati da media, social media, la costruzione di un sistema di status e star system, e incanalano e indottrinano gli individui secondo determinati valori funzionali alla preservazione della società stessa e non all’attualizzazione del potenziale dell’individuo!

Le società poi non sono altro che gli individui stessi, che programmati dal contesto, fungono da protettori del contesto medesimo, esercitando una pressione gli uni sugli altri a conformarsi. In pratica è un gioco di ciechi che guidano altri ciechi. Così è esattamente come funzionano le mode, nessuno è esattamente consapevole perchè diavolo si veste come si veste, ma lo fa, e siccome tutti lo fanno, a ciascuno pare normale. Crediamo di essere liberi dalla nostra cultura, non indottrinati come lo sono i fanatici. Ma per esempio, c’è una ragione logica per cui indossiamo i blue jeans? No, è totalmente casuale e arbitrario, ma è quello che in occidente è… normale. Se nel caso dei blue jeans è però innocuo, per mille altre cose le società tendono a premiare tutto quello che di fatto frena lo sviluppo di ciò che è più unico e profondo dell’individuo.

Per esempio sappiamo che i cellulari, Facebook e compagnia ci hanno resi dipendenti tramite una molecola rilasciata dal cervello chiamata dopamina.  E che staccarsi da questi media per l’individuo è psicologicamente salutare. Ci avete mai provato? Sono gli stessi amici e conoscenti a frenarvi dal farlo e ritirarvi dentro alla dipendenza! Esattamente come un gruppo di tossicodipendenti impedisce all’individuo che vuole ripulirsi di lasciare il gruppo. Vi taggano su facebook, vi scrivono nei gruppi whatsapp, vi tirano dentro le chiacchiere di gossip.

Eppure ognuno di noi è nato con una promessa, con una storia scritta dentro di sè, unica, diversa, grande o piccola. E allora perchè quella storia – da veri protagonisti – viene invece dimenticata per una vita passata a fare da spettatori, passata a fare da pubblico su youtube, da pubblico al bar per le partite, da pubblico del Grande Fratello?

La società, il gruppo, la massa non vi spingeranno mai a fare qualcosa di straordinario. Perchè se fate qualcosa di straordinario non fate altro che ricordargli le loro responsabilità! Le loro responsabilità di creare una vita da protagonisti e non da comparse. Per questo la strada verso il successo, inteso come vostro successo personale qualsiasi sia la vostra visione, è una strada solitaria.

Nessuno vi batte le mani quando fate la cosa alternativa, la scelta diversa, quando seguite la vostra voce interiore.

Guardate quali post prendono più like su facebook e capite cosa tira e cosa no. Vi battono le mani quando parlate di cazzate, di gattini, di borsette, di amore finto. Non vi battono le mani se parlate di morte, di vita, di senso, di significato, perchè hanno paura che gli ricordiate di come tutte queste domande difficili che sono nati per contemplare, le stanno invece mettendo sotto il tappeto, per giocare a Candy Crush.

Vi battono le mani a prescindere se vi sposate, nonostante un matrimonio su due in occidente ormai fallisca, peggio di una start-up, solo perchè lo fanno tutti. Vi battono le mani se fate i figli a prescindere, anche se avete vent’anni e capito ancora niente della vita, e anche se tecnicamente basta dimenticarsi un preservativo per farlo, invece che battervele se e solo se avete prima deciso di diventare la versione migliore di voi stessi nella vita così da poter dare un esempio di cosa sia la statura umana a un figlio successivamente. Ve le battono, così che le battiate a loro quando faranno le stesse cose facili, le cose che possono fare e fanno tutti.

Non ve le batteranno invece se deciderete di diventare un mistico, un santo, un benefattore invisibile, se suonerete musica autentica invece che le canzonette di Vasco e Ligabue che non prendono mai una posizione chiara, non ve le batteranno se deciderete di rivoluzionare un settore, un modo di lavorare, un modo di vivere, o se deciderete di mollare lo status e tutto quello che avete accumulato perchè volete salire sull’Everest. Questo almeno fino  a quando non ci sarete arrivati in cima.

Insomma, per gli eroi, gli avventurosi, i rivoluzionari, gli appassionati, i sognatori, i diversi, non esistono gruppi di sostegno, e la società è proprio l’ultimo posto dove trovare una mano, la mano migliore, come si dice, la troverete sempre alla fine del vostro braccio. Ma il problema è che rivoluzionari, appassionati, sognatori e diversi voi ci siete nati, non eravate forse così quando eravate bambini? E allora seguire il vostro destino, ovunque vi porti, non è una pazzia, ma l’unica scelta sensata, sana di mente in un mondo di pazzi conformisti. “Why are you trying so hard to fit in, when you were born to stand out?”.

E per concludere, qualora stiate pensando che quel sogno sia solo per pochi eletti, per pochi eroi, fondatori di aziende, rivoluzionari della scienza o delle società, condottieri o scrittori, vi racconto un episodio.

Quando lavoravo come consulente di risorse umane e aiutavo lavoratori a reinserirsi nel mercato, un signore un giorno mi disse: “Sa io ho vent’anni di esperienza in diverse aziende. E ora mi cercherò un altro lavoro. Ma glielo dico sinceramente, io ci ho pensato, anche di notte. Se davvero potessi scegliere, io questo lavoro non lo cercherei. Io vorrei andare a vivere in Scozia. Stare lontano da tutto e fare il pastore. Stare in mezzo alla natura e pascolare le pecore. Io questo immagino di fare nella vita alla notte prima di dormire”.

E voi, mollereste tutto per trovare la vostra Scozia e inseguire le vostre pecore?

Fonte (source) – Leggi tutto (go to source)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *