Commodities

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 La combinazione di apprezzamento del US$, tensioni commerciali tra USA e Cina, rinnovato stress finanziario nei Paesi Emergenti e attesa del vertice OPEC/Non OPEC ha pesato fortemente sul complesso delle materie prime nell’ultima settimana, in particolare nella seduta di venerdì, con i comparti ciclici come petrolio e metalli industriali che hanno guidato le perdite. Il petrolio è stato colpito duramente, con il WTI sceso in area 65 US$/barile ed il Brent in area 75 US$ barile, sull’idea che al vertice di venerdì e sabato a Vienna i Paesi esportatori OPEC e non OPEC possano decidere di aumentare la produzione, in un momento in cui le aspettative sulla domanda mondiale stanno risentendo delle situazioni di stress finanziario nei Paesi Emergenti. Gli investitori stanno prezzando un aumento della produzione di circa 400.000 barili al giorno, che, a dispetto del collasso della produzione venezuelana e dell’attesa uscita del mercato di quella iraniana, non sembra sufficiente a riequilibrare il mercato fisico, in deficit globale dall’inizio dell’anno. Inoltre la posizione di Arabia Saudita e Russia di aumentare la produzione non sembra condivisa uniformemente (in particolare da Iraq e Iran). Vi è quindi la possibilità che un incremento della produzione inferiore alle attese o una retorica focalizzata sul mantenimento del mercato globale in deficit possano attirare nuovamente acquisti sul petrolio, ora che il posizionamento rialzista sovraffollato è stato in parte smaltito.US$ forte, tensioni commerciali tra USA e Cina e dati macroeconomici cinesi peggiori delle attese per il mese di maggio hanno pesato sui metalli, sia industriali che preziosi, con l’oro particolarmente colpito dopo il meeting della Fed più “hawkish” del previsto e scivolato di quasi 30 US$ l’oncia in area 1280. Tra le commodities agricole, le guerre commerciali tra USA e Cina sono state il catalizzatore principale: dopo l’annuncio dei dazi USA sulle importazioni cinesi, la Cina è pronta ad introdurre dazi di ritorsioni sulle importazioni americane e la soia sembra il target principale.

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