BofA, le ragioni per comprare dollari – Roberta Castellari

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 Continua la rincorsa del dollaro e ora l’euro è sceso a quota 1,20 sul biglietto verde. La divisa Usa è salita sui livelli massimi del 2018 in scia ai recenti dati macro statunitensi che hanno dimostrato come la crescita statunitense sia più solida di quella di altre economie avanzate. Il Wsj Dollar Index, che confronta il biglietto verde con altre sedici valute, è salito dello 0,6%, su livelli che non si vedevano dal 28 dicembre scorso, con la moneta americana che ha guadagnato lo 0,7% contro l’euro, lo 0,5% contro lo yen e l’1,1% nei confronti della sterlina.

Con i solidi dati macro, gli investitori sono tornati a speculare su quattro rialzi dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve nel 2018. In base ai future sui Fed Fund infatti tale probabilità è cresciuta al 49% rispetto al 32% di un mese fa. Secondo Bank of America Merrill Lynch la corsa del dollaro contro l’euro è destinata a continuare e lo strategist sui cambi David Woo ha individuato otto ragioni per vendere ora l’euro contro dollaro. BofA si aspetta che il cambio euro/dollaro si attesti a 1,15 entro la fine del primo semestre.

In particolare secondo Woo più del rally del biglietto verde visto in questi giorni è importante il fatto che sia tornata la correlazione tra il dollaro e il differenziale dei tassi di interesse. L’esperto sottolinea come stiano rallentando o addirittura finendo i flussi che ignoravano i tassi. La scelta degli investitori globali di aumentare la diversificazione e il peso dell’Eurozona nei portafogli rispetto agli asset Usa ha pesato parecchio sul dollaro nell’ultimo anno. Se questi flussi finiscono il rally del dollaro è solo un inizio del recupero secondo Woo. Ma ecco nel dettaglio le otto ragioni per puntare sul biglietto verde.

  1. I continui segnali di rallentamento nell’Eurozona ad aprile tolgono credito alla teoria dell’effetto maltempo, mentre supportano la teoria che l’euro sia troppo forte.
  2. Negli Stati Uniti l’aumento degli investimenti prepara la strada a maggiore produttività e salari più alti.
  3. Un accordo sul Nafta concluso dagli Usa nelle prossime settimane potrebbe dare maggiore potere negoziale agli Stati Uniti nei confronti della Cina.
  4. Le società americane potranno usare la stagione delle trimestrali per annunciare i rimpatri della loro liquidità offshore.
  5. L’obiettivo di ridurre la leva da parte della Cina limiterà la possibilità per il Pboc di adattarsi ai futuri rialzi Fed.
  6. Il fatto che la curva dei tassi in Usa sia piatta e più ripida in Eurozona implica che gli investitori esteri considereranno solo investimenti senza copertura valutaria nei bond in dollari, mentre useranno copertura per quelli in euro.
  7. Il premio per il rischio per il deficit fiscale Usa è già molto alto. La preoccupazione per il deficit fiscale che supererà quota mille miliardi è motivata, perché il fatto che il dollaro abbia uno status di riserva implica il fatto che non debbano esserci dubbi sulla capacità dello zio Sam di rimborsare i suoi bond. Ma il premio per il rischio pagato dai bond Usa è già molto alto secondo BofA e non tiene conto dell’ipotesi che la riforma fiscale dia un impulso alla crescita anche nel lungo termine.
  8. Con le divergenze tra momentum e posizionamento degli investitori la prevalenza di posizioni lunghe sull’euro sta per volgere al termine.

Milano finanza

 

 

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