La pelle degli altri

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 Ovvero come diventare buoni ammazzando. Ormai è un classico: tutte le volte che i governanti “democratici” con eserciti potenti si trovano in crisi di fronte al proprio elettorato, bandiscono una crociata contro il MALE: l’ha fatto Bush senior, poi Clinton, poi Blair, poi Bush junior, poi Hollande, oggi tocca al trio Macron-May-Trump: tutti stanno perdendo popolarità, alcuni hanno elezioni incombenti e/o indagini che portano ad impeachment. Prima è partito il mantra del gas nervino russo in Inghilterra in cui nessuno è morto, il gas probabilmente non è russo e i destinatari erano spie che forse non erano doppiogiochiste (quindi a beneficio inglese), ma triplogiochiste (a beneficio russo). La mediaticità non ha spostato gli equilibri e allora si è pensato ad Assad, che di suo è un “personaggetto” da non toccare neppure con le molle, ma che poi le sue armi chimiche siano la varechina e che siano stati attaccati i luoghi di produzione della medesima, lo troverei ridicolo se non ci fossero morti e feriti. Tutto questo PRIMA che si potessero controllare i feriti del bombardamento chimico siriano. E poi perchè 50 feriti chimici? E tutto questo parlare di cloro e non di varechina? Se bombardo con “armi chimiche” tutti dovrebbero esserne interessati e non solo 50. E poi viene il bello (si fa per dire): le armi chimiche  erano progettate e costruite con la consulenza iraniana e russa. Consulenti noti anche per la produzione del sapone (non di Marsiglia) e dell’acqua calda e tutto questo con grancassa dei media che non si rendono conto di quelle che saranno le conseguenze per noi. Noi che sicuramente perderemo qualche commessa per la Russia e l’Iran, che quindi andremo in cassa integrazione per mancanza di lavoro e che poi scenderemo in piazza per dimostrare contro il Male e che lo facciamo per aver studiato poco e male, perchè tutti ci dicono  di avere le prove per gli interventi che fanno, ma a noi non le mostrano. Noi dobbiamo credere, obbedire e combattere. Ma questo refrain (per gli italiani assai tristemente noto) ci dovrebbe suscitare qualche dubbio. San Tommaso sarà stato poco credente, ma in quel caso a credere a prescindere non glielo chiedeva uno qualsiasi. Nel nostro caso invece a credere lo chiedono persone che sappiamo aver già mentito, ma non vedo incitamenti a scendere in piazza per fermare un’escalation che può avere conseguenze da nefaste a nefande. Vedo invece un’indifferenza da stadio, quella di quando si gioca una partita che non ci riguarda, ma ormai tutto è stadio ( una volta, al tempo dei romani, era circo) e allora per un rigore dato si potrebbe pensare di fare la rivoluzione, per probabili missili sulla testa oggi di altri, domani, forse nostra, al massimo possiamo cambiare canale, per non vedere, non sapere e quindi non fare.

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