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 I suoi consigli finanziari sono pillole di saggezza finanziaria e universale. Non sono indicazioni pratiche per fare soldi, però. Quelle (e chi può biasimarlo?) se le tiene strette

Se uno è chiamato “oracolo”, un motivo ci sarà. L’investitore internazionale Warren Buffett, dall’alto dei 75,6 miliardi di dollari di patrimonio, ama dispensare consigli e massime generali. Lo può fare, del resto: l’età rende saggi. E i soldi, specie quando sono tantissimi, ancora di più.

Di conseguenza tanti ascoltano i suoi aforismi, prendono nota e cercano di trarre lezioni di vita (finanziaria, si intende) da tutta quella sapienza distillata in poche parole. Ecco un esempio: “Puoi scoprire chi sta nuotando nudo solo quando la marea si ritira” (You only find out who is swimming naked when the tide goes out). È una realtà della vita da spiaggia ma, fuor di metafora, anche dei mercati: chi fa operazioni senza la giusta copertura se la caverà solo fino a quando il periodo storico è favorevole. Se la liquidità viene meno, però, le sue mancanze salteranno fuori. Tutti ne hanno avuto un chiaro esempio nel 2008.

Di solito si esprime in modo meno esoterico: “Vendere i titoli quando si è guadagnato abbastanza è come tagliare i fiori e innaffiare le erbacce” dice. Mica sbagliato. Del resto squadra-che-vince-non-si-cambia, vale anche per i portafogli finanziari. “Non avete mai ragione o torto perché gli altri sono d’accordo con voi. Avete ragione perché i vostri dati sono esatti e il vostro ragionamento è corretto”.

In generale, la sua “scienza” si può racchiudere in poche parole: prudenza, attenzione ai dati e soprattutto molta pazienza. È una delle virtù principali: “Bisogna essere pazienti: non si produce un bambino in un mese mettendo incinte nove donne”. È un avvertimento per investitori e imprenditori che bramano revenue e non sanno restare in attesa della naturale maturazione del capitale investito. A volte ci vogliono mesi, a volte perfino anni. L’importante è altro: “La prima regola: non perdere denaro. La seconda: non dimenticare mai la prima”. Ma per quello bastava Bearzot e il suo celebre “primo non prenderle”.

Del resto, il paziente e prudente investitore può galleggiare, ma Buffett sa che non va lontano. Occorre anche saper cogliere l’attimo e lanciare l’affondo. Per farlo, basta“avere paura quando gli altri sono avidi ed essere avidi quando gli altri hanno paura”. Tradotto: evitare di correre nelle speculazioni iniziate da altri (ad esempio il Bitcoin). Poi quando la bolla scoppia, essere pronti a spazzolare tutto. Una dimostrazione da manuale la si può trovare in Una poltrona per due.

Perché la borsa “Come nostro Signore, aiuta chi si aiuta. Ma a differenza del Signore, non perdona coloro che non sanno quello che fanno”. Ma non si è un vero oracolo se non si ha una massima degna di una tragedia greca: “Non sarà l’economia a rovinare gli investitori. Saranno gli investitori stessi a farlo”.

 

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