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 Nella sua campagna elettorale, Renzi agita la bandiera delle cose fatte nel campo della sicurezza: aumenti di salario alle forze dell’ ordine, diminuzione degli sbarchi, grazie all’accordo con la Libia fatto dal ministro Minniti e diminuzione dei gravi reati come gli omicidi. Se tutto va bene, allora perché il vento della paura soffia più forte edingrossa le vele del centro-destra? Vediamo di mettere insieme alcuni concetti: l’insicurezza e la paura sono il risultato di un insieme di cose, che producono un vivere ogni giorno più difficile. Le cause sono: Il precariato di figli e nipoti, la difficoltà di accedere alle cure mediche senza pagare, una burocrazia inefficiente e, diciamolo, un po’ ottusa, il degrado dei quartieri e pure delle relazioni sociali. Su questo insieme si innesta l’insicurezza creata dai reati, soprattutto quelli piccoli, come borseggi, furti in appartamenti, molti dei quali non vengono neppure denunciati, visto che per il 90% restano impuniti e quindi il miglioramento delle statistiche non li rileva. Vi sono poi i comportamenti che determinano allarme, gli immigrati che chiedono un piccolo pizzo nei parcheggi, con toni anche bruschi e che inducono molti a pagare per timori di danni ai mezzi, le piazze e i parchi, dove al calare del buio si concentrano gruppi di persone, per lo più straniere e dove regnano lo spaccio e la prostituzione. Chi li attraversa si sente in prestito, percepisce bene che un gesto o una parola di troppo, potrebbe portare conseguenze gravi, pure questa insicurezza quotidiana non rientra nelle statistiche. Vi è poi l’insicurezza generata dall’impotenza dello Stato, non si tratta di avere più poliziotti, ne abbiamo più del Venezuela di Maduro, né pagandoli  ottanta euro in più, correranno più forte, si tratta di equipaggiarli e formarli meglio, ma la gente sa che se anche venissero presi, i delinquenti resterebbero poco in galera. Il sistema giudiziario italiano è troppo lassista, troppo discrezionale e una volta raggiunta la condanna con tempi biblici, troppo premiale. Si scontano meno anni di galera ad uccidere la moglie, di quelli che occorrono per divorziare. Sapere che lo stato non presidia la linea della sicurezza dei tuoi beni e della tua incolumità, non ti rende certo più sicuro e pure questo non rientra nelle statistiche. Nelle statistiche  purtroppo rientra invece il fatto che dal 25 al 50% di molti reati ,sono commessi da stranieri, per lo più extracomunitari, dalle statistiche risulta che il 50% dei detenuti nel carcere di Reggio Emilia sono stranieri, ma sempre dalle statistiche sappiamo che gli stranieri in Italia sono l’8%. Poiché la maggior parte di loro sono persone per bene, il problema diventa serio anche dal punto di vista statistico.  E’ per queste ragioni che la narrazione renziana non buca, ma non buca neppure perché se gli sbarchi sono diminuiti, a prezzo di un accordo che li chiude nei lager libici, ci sono pur sempre e nella bella stagione aumenteranno, aggiungendosi al mezzo milione che già abbiamo e che dovremmo sfamare, curare, ospitare. Abbiamo bisogno di immigrati, ma dovremmo sapere quali e quante professionalità ci servono, oggi abbiamo arrivi random di disperati, che solo per essere inseriti nel tessuto economico sociale, necessiterebbero di dieci anni di formazione. Nel mentre questo flusso modifica le classi scolastiche, le liste delle case pubbliche, l’accesso ai servizi gratuiti, a danno dei ceti più deboli, i ricchi possono cambiare quartiere, cambiare scuola, rivolgersi alla sanità privata, sarà per questa ragione che il Pd vince nei quartieri ricchi di Roma, Milano e Napoli. Tra chi, come immigrati, conosce solo i propri domestici filippini, la narrazione di Renzi ha successo, del resto essere ricchi in una società che si impoverisce vuol dire accrescere il proprio potere di acquisto. Chi si impoverisce vende i suoi beni per mantenere il suo livello di vita e molti lavoratori disponibili significano salari più bassi, meno sindacati e meno diritti. In sintesi una società che si sfarina, dove ogni giorno lo Stato mostra impotenza, corruzione e inettitudine, determina l’ansia del futuro e l’ansia è la madre di tutte le insicurezze, che si condensano oggi sui profughi, anche perché parlare di integrazione è trendy, ma non è facile realizzarla: negli Usa provano ad integrare la popolazione di colore, che è arrivata nel 1700 e ancora non ci sono riusciti compiutamente.

 

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