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 Il titolo Poste Italiane  tira il fiato in borsa dopo il rally di ieri sulla scia del piano industriale al 2022 presentato dall’ad, Matteo Del Fante. A Piazza Affari al momento l’azione si attesta a quota 7,048 euro (+0,11%). Intanto i broker, dopo i primi commenti a caldo di ieri, approfondiscono le analisi sul titolo. A partire da Banca Akros che in una nota stamani dal titolo “Un piano convincente per rilanciare la bella addormentata del mercato italiano”, ha aumentato il target price da 7,1 a 8 euro, confermando il rating buy.

L’incremento, spiegano gli analisti di banca Akros, è giustificato dagli obiettivi più ambiziosi forniti dalla società rispetto alle stime. “Il nostro target price implica un multiplo prezzo/utile di circa 10,4 volte e di 9,5 volte gli utili attesi nel piano, rispettivamente, nel 2018 e 2019. Il titolo può essere sostenuto dal basso rischio di esecuzione del piano, dalla politica di dividendi interessante e conservativa e dai chiarimenti convincenti forniti dal management sulla sostenibilità dell’ultima riga di bilancio”.

La posizione di capitale solida alla fine del piano, con una posizione finanziaria netta di 1,7 miliardi di euro, afferma ancora il broker, “potrebbe aprire la strada anche a operazioni di m&a, buy back o ulteriori incrementi del dividendo”. Anche Equita  ha aumentato stamani il prezzo obiettivo del titolo a 8,1 euro (+6%). “La presentazione del management rafforza la nostra lettura positiva sui target 2018-2022 del piano industriale, che ci sembrano ragionevoli e incorporano alcuni margini di sicurezza. La nostra sensazione è che il target di crescita del dividendo unitario del 5% nei prossimi tre anni possa essere considerato un livello minimo, specie se la performance operativa dovesse battere i target del piano”, affermano gli esperti della sim.

Inoltre, la crescita dei ricavi dei pacchi (da 200 a 700 milioni nel 2022) ipotizza un aumento della quota di mercato dal 30% al 40%, facendo leva sulla partnership di successo con Amazon , che potrebbe essere replicata con altri player. “Poste, grazie alla modifica del modello di consegna in gran parte del territorio nazionale che garantisce maggiore adattabilità alle esigenze del cliente finale ha rafforzato secondo noi ulteriormente il proprio vantaggio competitivo nel segmento a maggior crescita. Confermiamo sostanzialmente le stime 2018-2022, aumentiamo il target del 6% scontando un miglior profilo di rischio grazie alla minor esposizione ai rischi sovrani. Al nuovo target price corrisponde uno yield del 5,5%, in linea con le utilities regolate”, concludono a Equita .

Dal canto suo Mediobanca  Securities ha confermato il suo target price a 8 euro (giudizio outperform) apprezzando l’elevata visibilità fornita dal gruppo sui dividendi con una crescita del 5% all’anno da qui al 2020 e poi con un pay-out di almeno il 60% sugli utili successivi. “Il titolo Poste è stato spesso percepito come un’obbligazione dagli investitori istituzionali. Quindi crediamo che la società abbia colto nel segno dando una chiara indicazione sulla politica dei dividendi che ha il doppio vantaggio di assicurare un solido dividend yield atteso del 6,5%-7,1% nel 2018-2020, spostando il focus sulle variabili industriali”, afferma Mediobanca .

L’investment bank è convinta che Poste abbia presentato “un piano molto credibile, rispondendo a tutti i nostri dubbi, incluso un dividend yield prospettico superiore al 6,5% abbinato a una crescita a doppia cifra degli utili netti e operativi e a un solido bilancio che potrà contare su una posizione finanziaria netta positiva per 1,7 miliardi nel 2022, un solvency ratio del 203% e un Cet1 al 19%. Basandoci su tutti questi elementi, continuiamo a ritenere che Poste rappresenti una delle storie di ristrutturazione più convincenti tra i finanziari Ue”.

Per quanto riguarda le singole aree di business Mediobanca  evidenzia che nel comparto spedizioni l’obiettivo è di raggiungere il break-even nel 2022 e per raggiungerlo Poste punta a compensare lo storico declino delle attività postali con una crescita a doppia cifra dei ricavi nei pacchi, +11%, con un focus sul B2B. “Le consegne giornaliere di posta e pacchi, incluso il fine settimana, saranno previste nelle città metropolitane, mentre nelle aree urbane saranno quotidiane per i pacchi e a giorni alterni per la posta. Infine l’aumento della produttività resta il fattore chiave per ottenere il break even a fine periodo del piano”, precisa Mediobanca .

Nei pagamenti digitali, la nuova divisione “punta a consolidare la leadership del gruppo compensando la pressione in altri prodotti tradizionali come quello dei bollettini postali, Il gruppo potrà sfruttare il profilo demografico della sua base clienti. Infatti il 27% dei suoi 34,4 milioni di cittadini che sei servono dei suoi servizi hanno meno di 35 anni, rispetto al 21% medio della popolazione italiana, e la maggior parte di loro sono clienti digitali”, prosegue l’investment bank.

Sul fronte dei servizi finanziari, “il gruppo ha intenzione di bilanciare i minori capital gain con le commissioni fornite da Cdp sulla raccolta postale e con la crescita dell’asset management oltre che nei prestiti e nei mutui”, aggiunge Mediobanca . Riguardo al vita, il messaggio chiave è che il peso delle polizze tradizionali scenderà a favore di quelle unit linked. “Nel danni la società ha annunciato un ingresso cauto nell’rc auto tramite un accordo con un partner per ridurre i rischi. I numeri in teoria potrebbero essere importanti, ma Poste ha preferito non includere stime nei target correnti dal momento che il progetto è ai primi stadi di sviluppo”, spiega ancora Mediobanca .

Giudizio (add) e target (7,5 euro) invariati anche per Banca Imi la quale, oltre a sottolineare che il gruppo ha fornito un’elevata visibilità sui dividendo che al prezzo attuale rende il 6,4% (sulla cedola a valere per il bilancio 2017 di 0,42 euro), osserva che i target di utile netto (1 miliardo) e di ebit (1,4 miliardi) al 2018 si sono rivelati sopra le stime del consenso Fatcset rispettivamente a quota 800 milioni e a 1,3 miliardi. Inoltre “l’evoluzione prudenziale delle attività assicurative fornisce potenziale di rialzo”, conclude Banca Imi.

Da Milano Finanza

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