I Bitcoin e la corsa al nuovo oro del Klondike

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La scommessa non appare più così asimmetrica e conveniente come all’inizio

L’argomento non è nuovo per questa rubrica ed anzi ne affrontammo il tema sull’ex quotidiano Prima Pagina quando il Bitcoin valeva meno di $ 400 ed era già collassato di oltre -60% dagli allora massimi ma tutto ciò appare riferibile ad una diversa era geologica, se raffrontato al prezzo di oltre $ 17.000 toccato nei giorni scorsi.

Era fine settembre 2014 (https://www.slideshare.net/rubensligabue/articolo-prima-pagina-22-914) e da qualche mese era avvenuto lo scandalo MT Gox ma il già famigerato Bitcoin, seppur crollato di molto dai massimi di allora, non aveva ancora toccato i minimi di $ 160 – raggiunto nei primi giorni del 2015 (-85% dai top) – e dal cui abisso è poi partito l’attuale ed incredibile rally.

Un rialzo che ha manifestato la sua esplosività negli ultimi mesi e settimane ma che è ripartito a gennaio di quest’anno, ovvero da quando ha riagguantato i precedenti massimi di fine 2013 a $ 1.000 e da tali valori si è moltiplicato per 16.

Allora (fine 2013) come oggi (fine 2017) l’attenzione è tornata sulla criptovaluta ma, grazie ai media generalisti, è maggiormente amplificata e rispetto ad allora si sono aperte forme indirette d’investimento e di matrice più finanziaria ed in grado di ampliarne così l’effetto nonché il pubblico di pseudo investitori, non ultimo la possibilità non più remota dell’avvio di strumenti derivati (futures) su tale asset.

Tutto questo sta ormai alimentando quello che appare essere la “bolla del secolo”, non fosse altro perché negli ultimi 100 anni non vi è stato nessun altro asset capace di apprezzarsi con una tale velocità. Una rapidità di crescita determinata dalla limitata quantità circolante nonché dal crescente e generalizzato interesse collettivo.

Una esponenzialità dei prezzi emblematicamente espressa anche dalla seguente scaletta inerente i giorni necessari (adesso ore) a saltare da un migliaio di dollari all’altro.

Ulteriore elemento comprovante la formazione di una bolla è il veloce interessamento manifestato da una molteplicità indistinta ed assai eterogenea di attori e di fatto la criptocurrecy detiene un altro record assoluto e molto più originale, ossia il posizionamento sui Google Trends nelle ultime settimane. E’ praticamente primo su tutto e soprattutto, primo tema di ricerca in tutto il globo. Paradigmatica è la correlazione tra il numero di ricerche fatte col noto motore e l’andamento delle quotazioni.

Tutto questo non fa altro che alimentare la bolla stessa e più se ne parla ed aumenta la voglia di partecipare in qualunque forma alla corsa all’oro del Klondike del nuovo millennio e più è concreto il rischio che ad un certo punto molti sprovveduti cercatori di facili fortune rimarranno con il più classico dei cerini in mano.

Non mancano di fatto poi i paralleli con la famosa e più datata bolla dei tulipani di inizio ‘600 ma nonostante ciò la cosiddetta “esuberanza irrazionale” si autoalimenta tra gli speculatori e ciò potrà continuare anche con strappi decisi finché coloro che hanno realmente costruito fortune sull’avidità altrui non passeranno ad un concreto incasso ed innescheranno il più classico degli epiloghi.

Quale sarà il destino futuro del prezzo del Bitcoin o delle altre criptovalute rimane impossibile da tracciare, a maggior ragione dal punto di vista speculativo e di chi si interroga sui possibili target price ma come ben insegnano tutte le bolle della storia e nonostante il moltiplicarsi dei sostenitori dell’ultima ora del sistema blockchain o delle monete elettroniche, appare sempre più evidente che un investimento finanziario diretto o indiretto presenti adesso sempre maggiori rischi e non solo opportunità.

Molte opportunità sono certamente già passate, come superfluamente mostra l’ulteriore tabella e quindi bisogna ricordarsi le parole di Warren Buffett ossia che “l’investitore di oggi non beneficia delle performance passate altrui” nonché “l’investimento deve essere razionale. Se non lo capite, non lo fate” e questo è da far prima di prender frettolosamente parte alla corsa.

Chi decide quindi di investire oggi in criptocurrency deve prima di tutto comprendere l’oggetto del suo investimento e poi applicare rigide regole di money management per non finire come la maggior parte degli avventurieri che parteciparono al ‘gold rush’ del Klondike.

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