Pd il problema è grosso, anzi Grasso

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 Pd il problema è grosso, anzi Grasso e nessuno sa come maneggiarlo, anzi ognuno lo tratta a modo suo. Orlando e Cuperlo vogliono recuperare un qualche rapporto con Liberi e Uguali, Franceschini pensa solo ai numeri, perchè significano potere, quindi è per allearsi con tutti e Renzi li definisce la Cosa Rossa, dicendo chiaramente che lui è altro rispetto alla sinistra. Certo l’operazione del Presidente del Senato è complicata: mettere assieme sinistre diverse è facile prima del voto, ma sarà difficile tenerle assieme dopo, ma pure per il Pd formare un’ alleanza che va da Casini e Alfano, all’ indeciso Pisapia, con una spruzzata di radicali, non è semplice, quando si tratterà di formare un governo emergeranno discrasie pericolose. Del resto la scelta del Rosatellum rende complicato un governo di larghe intese, dopo aver incatenato Berlusconi al carro di Salvini e della Meloni. Anche la campagna elettorale sarà difficile, dovendo attaccare Grasso da un lato, Salvini e Di Maio dall’altro, risparmiando Berlusconi. Mentre Berlusconi attaccherà solo i 5 Stelle, scegliendosi l’avversario con cui non farà mai accordi e cercando di rendere il Pd terzo e marginale nella campagna elettorale, senza compromettere eventuali alleanze sicure. Che il problema sia grosso lo si capisce dal tentativo di descrivere Grasso un fantoccio nelle mani di D’Alema, l’uomo non sarà un politico, non sarà un oratore facondo, ma ha una storia personale di tutto rispetto e che merita rispetto. Con il metro dei fantocci o eterodiretti, cosa si dovrebbe dire di Pisapia che si presenta alle riunioni con Bruno Tabacci, già Dc e presidente della regione Lombardia, poi berlusconiano, poi rutelliano, infine ala sinistra del Pd. Insomma una sorta di Borini che può giocare da terzino, mediano o ala destra o sinistra poco importa, un profugo della politica che non ha bisogno dello Ius Soli, per trovare un seggio. La polemica è personale, ma il problema è di linea politica, il problema non è solo Renzi, ma il renzismo, una filosofia del potere, più che una linea politica. Per questo è impossibile trovare un accordo tra Grasso e il Pd. Se il Pd verrà sconfitto alle elezioni, Renzi e il suo giglio tragico dovranno scegliere tra due prospettive poco allegre; andarsene a casa o uscire dal Pd, in quel partito chi perde il potere non finisce mai bene.

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