Il vecchio resta e il nuovo se ne va. Casini e Di Battista

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 E così Pierferdinando Casini, anche questa volta ce la farà a tornare in Parlamento alla prossima legislatura. Dopo oltre trent’anni di onorata carriera, si fa per dire, viste le condizioni non brillanti del Paese, il politico di lungo corso, con qualche distinguo e alcuni se di maniera: se il progetto col centrosinistra lo convincerà, se ci saranno le condizioni, senza  grande entusiasmo a parole, rioccuperà il suo solito scranno da parlamentare. Un modo ipocrita e sornione per non dire: son lì che corro, visto che ho in tasca l’accordo su quattro seggi con Renzi, alla peggio due, così ovviamente il mio è garantito, D’altra parte, se lo merita anche, visto il servizio ingrato di presiedere la commissione sulle banche, poltrona che dovrebbe essere bollentissima, vista la delicatezza del problema, ma che lui ha prontamente provveduto a rendere tiepidina, dato che i dossier scottanti non verranno fuori. Domandina: scolliniamo le elezioni? O in ogni caso salterà fuori che i figli non devono pagare le colpe dei padri, anche se hanno messo il becco nei loro pasticci? Niente paura, non vorremo mica stroncare carriere di giovani brillanti e competenti,come la bella Maria Elena, rischiando che se ne vadano a ingrassare le file degli italiani all’estero? Nessun paragone con Tulliani, per carità, cognato di Fini, che poraccio, bravo politico, non si potrà più candidare: nel suo caso le colpe dei figli sono ricadute sui padri. Pardon, non è la figlia, anche se lo sembra, ma la moglie e il cognato, così l’ex capo di AN, ignaro di tutto, si è rovinato trent’anni di onorata carriera .Chi non proviene affatto dal giurassico politico, ma ha già annunciato di non ricandidarsi, è il brillante, appassionato e carismatico Di Battista dei 5 Stelle. I maligni insinuano che si voglia iscrivere alla riserva della Repubblica, nel caso Di Maio non fosse gradito all’elettorato. Afferma che la passione politica è intatta, soltanto la vuole fare lontano dai Palazzi del potere, per ora. Che ne sia rimasto un po’ schifato, idealista come appare? Insomma, questi giovani brillanti sembrano preferire altri lidi, specialmente fuori dall’Italia, nel suo caso la cooperazione internazionale, dalla quale proviene, citata più volte tra le attività gradite in un prossimo futuro .Il richiamo verso ambiti più concreti di realizzazione di se stessi è grande per i giovani, esplorativi e stanchi dello status quo del tran tran italiano, dove anche quando ci si mette in gioco con entusiasmo, s’ incontrano ostacoli e frustrazioni, tali da far desiderare di cambiare aria. Attenzione Alessandro, da te ci aspettiamo la coerenza che non ha avuto Veltroni, quando affermava di voler andare in Africa, dopo aver lasciato il Parlamento. E invece, eccolo ancora sdottoreggiare con libri e film di scarso successo, attaccato ad un PD che non c’è e che forse neppure lui sa come lo vuole, data la complessità e forse per un temperamento portato da sempre al ma anche. Qui abbiamo bisogno di coerenza, serietà, intraprendenza, insomma, meno chiacchiere e più fatti, ma il vecchio Casini che avanza non promette nulla di buono e la rottamazione di Renzi è l’ennesima fake new.

 

 

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