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 La Jamaika Coalition é durata il tempo degli incontri preliminari, otto settimane. Di discorsi  reali neppure un minuto. Tutti mostravano i muscoli, tutti volevano apparire indispensabili, nessuno era realmente interessato a far nascere un governo.  Tutti pensavano alle possibili elezioni e molti dei “colloquianti” pensavano anche che la Merkel  era meglio averla fuori da tutti i giochi. Contro il pensiero della stragrande maggioranza degli elettori. Tutto come in un film di cappa e spada o forse meglio come la congiura contro Cesare. Tutto, in poche parole, come da noi da sempre: il giorno dopo il voto comincia la prossima campagna elettorale e tanti saluti a quello che gli elettori hanno detto votando o astenendosi. Per ora c’é solo un’unica differenza: là il Presidente della Repubblica ha detto che un governo ci vuole e che se liberali e verdi non ci stanno l’Unione (CDU-CSU) ci deve provare con i socialdemocratici prima e poi eventualmente con un governo di minoranza con appoggio esterno. Perché per il presidente stesso sarebbe uno smacco terribile non riuscire a far varare un governo, cosa mai successa prima e pericolosa in questa delicata fase storica in cui nel mondo dominano personaggi come Putin,  Trump, Erdoan, Xi Jinping. Il contraltare sarebbe un’Europa attenta al sociale e alla democrazia parlamentare, ma questo non é possibile senza una Germania con un governo stabile e con figure di riferimento di indiscusso valore. Questo é quello  che non é successo sino ad oggi e che ha fatto gridare allo scandalo i più autorevoli giornali tedeschi, che hanno bollato come irresponsabile il comportamento di alcuni dei contendenti (FDP) per non aver realmente voluto un governo, ma cercato di “allargarsi” ancora  pescando voti dalla CSU e perché no anche da AfD. Ma anche il comportamento della CSU non é stato particolarmente “elegante”: per impallinare il suo presidente in carica Seehofer i suoi commilitoni hanno boicottato l’intesa. Ora vedremo come va a finire, ma la brutta figura resta e pure i danni non sono solo d’immagine e neanche solo tedeschi. Ci va di mezzo la credibilità dell’Europa che, soprattutto in questo momento, non avrebbe bisogno di essere un vaso di coccio fra vasi di ferro.

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