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 E dintorni. Pochi giorni fa ho visto pubblicato su tutti i giornali le imprese, non particolarmente edificanti di un certo signor Weinstein. Le notizie le conoscete di sicuro, hanno occupato paginate e continueranno ora sui settimanali e nei talk show, quello che però non mi torna é il fatto di definirlo stupratore e profittatore per aver preteso sesso contro favori professionali. Intendiamoci subito: il signore é una merda. Il pretendere prestazioni sessuali nel mondo del lavoro é sicuramente stupro. Ma qui il lavoro é quello di produttore nel mondo dello spettacolo e ATTENZIONE: lui NON é l’unico produttore al mondo. É la vecchia storia del “divertente mondo” dei lustrini, in cui prima di interessarsi alle qualità artistiche, ci si interessa a quelle estetiche e da qui il salto a “quanto si é motivati” il passo é breve. Per una giovane attrice la spintarella ci può stare solo se la suddetta é una signorina di bell’aspetto. Questo NON é quello che penso io, ma quello che capita, da tutte le parti. Pensate a Mora (in arte Lele) e alla sfilza di ragazzotti e ragazzoni che facevano la fila per “entrare” nelle sue grazie. Divertente é che a denunciarlo oggi ci siano tra molte altre Asia Argento, che dopo la violenza continuò la relazione e Angelina Jolie, divertente, perché la prima é figlia di Dario e la seconda di John Voigt, quindi i biglietti per entrare in quel mondo erano garantiti, ma forse si é preferito prendere “scorciatoie”, poi una volta arrivate, dimenticarsene e ora, prima che il suddetto, cacciato dalla Miramax, scriva l’ennesimo libro con gli ennesimi scoop, si viene allo scoperto, si denuncia, si chiede il riserbo per i tristi ricordi. Vero che Gwynet Paltrow chiamò a rimettere in riga lo sporcaccione, Brad Pitt il fidanzato dell’epoca, ma poi continuò a lavorare con lui fino a vincere l’Oscar. Non cercare scorciatoie, o denunciarle prima, per evitarle magari a più giovani colleghe, questo non era possibile? Forse no, se in quel mondo sono tutti Weinstein, e lo sono anche i registi e  magari anche gli agenti degli attori. Il peggio della vicenda resta comunque come viene seguita dai media. É un momento delicato, abusi sessuali ne abbiamo ormai uno al giorno, servirebbe quindi concentrarci su questo, su come trovare deterrenti opportuni e anche come sradicare questo fenomeno odioso. Invece ci ammanniscono questi spettacoli tristi, addobbati da tanti lustrini, mettendo sotto i riflettori un porco. Parliamo invece di chi abusa, violenta, stupra, approfittando della forza o delle situazioni contingenti. Parliamo di quante donne in silenzio subiscono, ricattate per debiti, magari contratti da altri. Parliamo di cosa mette in campo la società oltre i like o le domande, veri stupri verbali, fatte dagli avvocati difensori. Preoccupiamoci di fenomeni non denunciati, ma che puntualmente ricordano che la stragrande maggioranza degli stupri é riconducibile all’ambito familiare. Queste sono le parti del problema che vorrei fossero affrontate. Ultima cosa, come mai la Miramax licenzia Weinstein e non gli fa invece causa per tutti gli attori di qualità che ha perduto solo perché non si sono voluti accomodare sul suo divano?

 

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