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La truffa dell’ora legale?

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La truffa dell'ora legale?

L’ora legale o, come andrebbe chiamata, “daylight saving time” ​avrebbe lo scopo di risparmiare energia elettrica nel periodo “estivo” sfruttando al meglio l’irradiazione solare.
 
Oltre a far risparmiare energia, dicono gli “oralegalisti”, un provvedimento del genere gioverebbe al turismo. “Servirebbe ad allungare le ‘mezze stagioni’ turistiche, in autunno e in primavera”, dice Kurt Janson della Tourism Alliance, una delle organizzazioni che nel Regno Unito si sono coalizzate per la campagna a favore dell’ora legale permanente. “Ci sarebbe più luce di sera, quando la gente è in giro e le attrazioni turistiche sono aperte”. 
 
Janson cita alcuni studi secondo i quali la maggior parte delle persone visita parchi, siti archeologici e storici e altre attrazioni turistiche nel pomeriggio, dopo essere uscite dal lavoro o aver portato a termine altri impegni. “In autunno e in primavera quell’ora in più di luce serale ha un impatto molto forte sulla capacità della gente di andare a fare qualcosa anche dopo il lavoro”.  
 
Hendrik Wolff, economista ambientale della University of Washington di Seattle, conferma che diverse ricerche hanno mostrato come l’ora legale causi un incremento delle attività all’aperto a spese delle occupazioni sedentarie, come guardare la televisione.
 
Nel corso della storia, l’ora legale è stata adottata soprattutto per i suoi presunti vantaggi dal punto di vista del risparmio di energia: non a caso è stata prolungata in tempi di crisi, come durante la Seconda guerra mondiale o lo shock petrolifero degli anni Settanta. “In molti paesi le disposizioni sull’inizio e la fine dell’ora legale fanno parte della legislazione in materia energetica”, nota Wolff. 
 
Ma lo studioso sottolinea anche che diverse ricerche, tra cui anche le sue, proverebbero che l’ora legale NON FA AFFATTO RISPARMIARE ENERGIA, e addirittura, in alcune regioni, causa un incremento dei consumi. 
 
Wolff è stato coautore di uno studio che comparava i consumi delle regioni australiane che adottavano l’ora legale durante le Olimpiadi di Sydney del 2000 con quelle che non la applicavano. “Abbiamo escluso i risparmi energetici”, sostiene, spiegando che il calo dei consumi elettrici durante le ore serali era compensato dall’aumento che si verificava nelle prime ore del mattino. 
 
Allo stesso modo, Matthew Kotchen, economista dell’Università della California, ha confrontato i consumi dell’Indiana prima e dopo il 2006, quando l’ora legale fu estesa all’intero territorio dello Stato. “I consumi energetici sono addirittura cresciuti, a causa del maggiore uso di aria condizionata e riscaldamenti”, spiega Wolff. Durante l’ora legale, l’ammontare complessivo delle bollette elettriche in Indiana è aumentato di 8,6 milioni di dollari l’anno. Colpa di una diffusione quasi totale dei condizionatori d’aria anche ad uso domestico che comporterebbero un aumento dei consumi elettrici da parte delle famiglie.
 
Considerando che la politica è al servizio delle multinazionali e che l’aumento dei consumi di energia giova alle aziende petrolifere (a discapito dei consumatori), mi risulta difficile pensare che tale scelta produca risparmi energetici a favore della popolazione e dell’ambiente.

 

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