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Ipotesi della ganascia termica sulla produzione di eccessi di calore anomali come spiegazione dell’effetto Rossi

Nota informativa: questo post è il proseguimento di quanto pubblicato la scorsa settimana con il titolo “La ganascia termica nella generazione di calore anomalo – Sui requisiti termici e sulle tempistiche”

Il rapporto fra superficie e volume di un corpo solido dipende sia dalla sua forma geometrica che dalle sue dimensioni.
Per quanto concerne il secondo fattore si osserva un incremento del rapporto al diminuire delle dimensioni perché la superficie diminuisce meno rapidamente del volume.
Quanto sopra comporta che, al diminuire delle dimensioni strutturali del metallo, l’incremento di superficie esposta all’idrogeno determina un aumento dell’intensità della reazione di idrogenazione.

Si noti che l’esistenza di un reticolo metallico abbastanza esteso potrebbe essere una condizione indispensabile per il manifestarsi della ganascia termica. In quest’ottica appare assolutamente ragionevole attendersi che scendere al di sotto di una certa soglia dimensionale potrebbe compromettere la possibilità di comparsa dei fenomeni esotermici in occasione del raffreddamento.

Per questo motivo si ritiene dannoso esagerare con la polverizzazione del metallo e si sconsiglia di avviare la sperimentazione partendo proprio dalle nanoparticelle. In questa configurazione potrebbe mancare l’eccesso termico in quanto sarebbero assenti le condizioni per il realizzarsi dei fenomeni esotermici anomali.
Si ritiene più prudente, utile, semplice e conveniente partire da materiale compatto macroscopico come barrette, laminati, fili, limature o sferette per poi eventualmente scendere di dimensioni al fine di migliorare le tempistiche delle tre fasi (sbilanciamento, incubazione e autosostentamento).

La ganascia termica nella generazione di calore anomalo – Sulle critiche al COP>2 e alla perdita di controllo della reazione

Letture consigliate: E-Cat e dintorni

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