Stampa / Print
La relazione di Einstein

può essere convenientemente rielaborata per rendere più chiari alcuni concetti.
Elevando al quadrato e riarrangiando i termini si arriva dopo alcuni passaggi algebrici a

E² = m0²·c4 + E²·v²/c²

Dividendo entrambi i termini per si ottiene

1 = m0²·c4/E² + v²/c²

In quest’ultima relazione si individuano due casi estremi, quello in cui v=0 e quello in cui v=c.

Per v=0, cioè a riposo, si ha

1 = m0²·c4/E² + 0

da cui

E² = m0²·c4

che è l’equazione semplificata di Einstein elevata al quadrato. Con v=0 tutta l’energia è nella forma di massa a riposo (materia).
Per v=c, cioè alla velocità della luce, si ha

1 = m0²/E² + 1²

da cui

m0²/E² = 0

Tutta l’energia è nella forma di radiazione elettromagnetica (fotoni).
Quest’ultima relazione potrebbe essere addotta come giustificazione matematica del fatto che la luce è priva di massa. A rigori però non è propriamente quello che c’è scritto. Infatti la massa che entra in quell’equazione è quella a riposo m0. Pertanto l’unica conclusione che se ne può trarre è che la velocità della luce è inaccessibile se la massa a riposo non è nulla, ovvero, che la massa a riposo è nulla quando si è alla velocità della luce.

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.