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Nessuno sa con certezza cosa succede dopo la morte. È una questione di teoria ed immaginazione mischiate a saggezza antica e intuizione. Tuttavia molti di noi possono essere d’accordo sul fatto che l’essere umano è un’anima che vive per un tempo in un corpo fisico.

L’anima si sente infinita e le testimonianze di esperienze prossime alla morte ( near-death experiences ) ci fanno dedurre la possibilità che un grande viaggio possa cominciare nel momento in cui il corpo muore.
Sembra che i regni della scienza e dello spirito siano in disaccordo tra di loro, salvo quando si esaminano le grandi questioni dell’esistenza umana, per esempio cosa accade dopo che moriamo: in questo caso le due discipline convergono.
 
Persino Einstein giunse alla conclusione che la scienza e lo spirito sono intrinsecamente correlati e faceva notare:

“chiunque sia seriamente coinvolto nella ricerca scientifica, si convince che uno spirito si manifesta nelle leggi dell’universo, uno spirito ampiamente superiore a quello di un essere umano ed uno al cospetto del quale noi, con i nostri modesti poteri, dobbiamo sentirci umili” Albert Einstein

Nel suo libro, The New Science of Psychedelics: At the Nexus of Culture, Consciousness, and Spirituality, l’autore e ricercatore David Jay Brown, ha chiesto ad un numero di figure contemporanee di spicco, nel campo della coscienza, della spiritualità e della scienza, che risposta danno a questa questione (cosa succede dopo la morte).

(…)
8. Rupert Sheldrake, Ph.D.
Noto per la sua teoria della risonanza morfica,  Rupert Sheldrake è un biologo, biochimico, parapsicologo ed autore di Science Set Free. Fa riferimento all’importanza di considerare l’esperienza umana nel dare una risposta a questa domanda.

Per me il miglior punto di partenza per questa domanda, se ci sia o  meno una vita dopo la morte, è l’esperienza
Abbiamo tutti l’esperienza di un certo corpo alternativo, quando sognamo.
Tutti quando sognano hanno l’esperienza di fare cose che il loro corpo fisico non sta facendo.

Quando sogno può darsi che stia passeggiando, parlando con le persone o persino volando, tuttavia queste attività nei miei sogni, che accadono in un corpo, stanno accadendo nel mio corpo di sogno. Non stanno accadendo nel mio corpo fisico, che invece è disteso e addormentato nel letto.
Quindi abbiamo tutti un certo tipo di corpo parallelo nei nostri sogni. Ora, dove esattamente questo accade, in che tipo di spazio i nostri sogni stanno accadendo, è un’altra questione. È ovviamente uno spazio che a che fare con a mente o la coscienza, possiamo prendere per certo che quello spazio sia confinato all’interno della testa.  Le persone normali deducono che debba esserlo, ma deducono anche che tutta la nostra coscienza sia nelle nostre teste e su questo io non posso essere d’accordo.

Credo che le nostre menti si estendono oltre i nostri cervelli in ogni atto di visione; questo è qualcosa che ho discusso nel mio libro The Sense of Being Stared At, and Other Aspects of the Extended Mind ((qui in italiano).

Quindi credo che questa idea della vita dopo la morte, si riferisca alle nostre esperienze fuori del corpo, dove le persone sentono di fluttuare fuori dal loro corpo e si vedono dall’esterno. Oppure nei sogni lucidi, dove le persone nei loro sogni diventano consapevoli che stanno sognando e possono con la volontà andare in luoghi particolari prendendo controllo del loro sogno. Questi sono ed erano estensioni del corpo del sogno.
Ora, quando moriamo, è possibile, a mio modo di pensare, che sia piuttosto come essere in un sogno da cui non possiamo svegliarci
Questo regno di coscienza, di cui facciamo esperienza dei nostri sogni, può esistere indipendentemente dal cervello, perché non è realmente un regno fisico. È un regno di possibilità od immaginazione. È un regno della mente. È possibile che possiamo continuare a vivere in una forma di mondo di sogno, mutando e sviluppandoci in quel mondo, in un modo che non è confinato al corpo fisico.

Ora, se questo accada o meno,  è un’altra questione. Ma a me sembra possibile.  Le esperienze fuori dal corpo e quelle  prossime  alla morte, possono suggerire che in realtà cio’ è veramente ciò che accadrà quando moriamo e che ciò che accadrà allora può effettivamente dipendere dalle nostre aspettative. 

Può essere che i materialisti e gli atei, che pensano che la vita dopo la morte sarà effettivamente un vuoto, faranno veramente l’ esperienza di questo. Può darsi che le loro aspettative influiranno effettivamente con ciò che accadrà. Può darsi che coloro che pensano di andare in un regno paradisiaco di palme e oasi e ragazze danzanti con gli occhi a mandorla effettivamente saranno là. Può essere che la vita dopo la morte sia pesantemente condizionata dalle nostre aspettative e credenze, esattamente come lo sono i nostri sogni”

>>> tutto l’articolo qui: http://www.thelivingspirits.net/sulla-morte-e-le-altre-vite/che-succede-dopo-la-morte-8-ricercatori-davanguardia-rispondono.html
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