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L’ape volontaria come funziona?

L’ape è una misura sperimentale per 2 anni.

Riguarda i dipendenti pubblici e privati, ma anche gli autonomi iscritti alla gestione separata.

NON riguarda i liberi professionisti delle casse professionali.

E’ un prestito finanziato da una banca e coperto da una polizza assicurativa.

Il prestito dovrà essere restituito in 20 anni con tasso di interesse che va dal 2% al 5,5%.

L’esborso potrebbe essere inferiore perché si prevede un credito d’imposta almeno per il primo anno.

I requisiti sono: avere 63 anni, aver maturato 20 anni di contributi, essere a 3 anni e 7 mesi di massima distanza dalla pensione di vecchiaia, non essere titolari di pensione diretta, non aver diritto ad una pensione inferiore a 702,65€ e non avere in cumulo trattenute (ape, cessione del quinto, ecc) superiori al 30% della pensione.

Per fare domanda dal 1 ottobre 2017 bisogna chiedere certificazione all’inps e scegliersi la banca e l’assicurazione e l’ape potrà essere retroattiva dal 1 maggio 2017 .

L’ex lavoratore prenderà un anticipo in rate mensili e raggiunta l’età della pensione l’inps erogherà la pensione al netto del capitale ricevuto, degli interessi e dell’assicurazione.

L’ex lavoratore non sarà quindi in pensione sino all’età pensionabile.

Se il pensionato muore prima di aver estinto il debito, l’assicurazione dovrebbe coprire il debito residuo e la reversibilità corrisposta senza decurtazioni, ma l’accordo con Abi e Ania su questo punto non è stato ancora firmato.

Con l’ape volontaria l’assegno mensile di pensione sarà ridotto in base agli anni anticipati.

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