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“Poichè la disperazione era un eccesso che non gli apparteneva, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riiniziò a prendersene cura, con l’incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale.”
 (Alessandro Baricco)
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In una giornata autunnale e piovosa, vi racconto dell’ultima tappa Ligure di questa estate col sorriso…
vi porto nel cuore di Vernazza, una delle perle delle Cinque Terre!
 Devo dirvi che quattro ore di treno all’andata e tre al ritorno, pochi le avrebbero fatte, ma la guida non fa esattamente per me, questo lo sapete ormai anche voi, quindi zaino in spalle, posto vicino al finestrino e via…
Difficile non ricordare l’alluvione che colpì queste zone anni fa, i segni restano, ma cicatrici profonde e visibili trasmettono un messaggio forte: le cadute servono a rialzarsi, gli strappi al cuore danno una spinta a ripartire, la forza alla fine la trovi.
Vernazza mi è sembrata una signora stanca, ma non per questo meno bella; i pezzi di colore mancanti le danno dignità, forza e rivincita sul destino. Un puzzle, che nonostante tutto, ti permette di leggere un paesaggio straordinario.
Il blu del mare che si scorge dalle terrazze del Castello o dai vari sentieri percorribili verso le altre mete, è un segno che rafforza la bellezza di questo luogo. 
Forse è una meta turistica troppo scelta, e nei mesi estivi è quasi impossibile evitare la folla umana di gente che percorre le sue strade, ma è una tappa obbligatoria della nostra bella Italia che vi consiglio caldamente.
P.s: Oggi non vi lascio nessuna ricetta, il mio cinquantino preferito ha fatto una brutta fine…non escludo una pausa di qualche settimana, ma ci rivedremo presto e intanto lascio parlare le immagini…
 

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