Stampa / Print
Verona, 27 settembre 2016

 di Gianni Lannes

Sporchi affari sulla pelle di bambini indifesi. Richard Horton il direttore di Lancet, una delle più famose riviste scientifiche al mondo, ha scritto che fino alla metà dei cosiddetti “articoli scientifici” apparsi sulle riviste mediche accreditate potrebbe avere una base non scientifica. E ciò non solo a causa della poco ortodossia del metodo o della grandezza dei campioni utilizzati, ma anche per il flagrante conflitto di interessi che vige tra studiosi, medici e multinazionali farmaceutiche. Sul British Medical Journal un’altra delle riviste internazionali leader degli studi medici, nel 2016 è stato pubblicato un articolo intitolato Medical error—the third leading cause of death in the US  in cui si dimostra che un terzo della mortalità negli Stati Uniti è causata da errori di tipo medico.
 Verona, 27 settembre 2016

In nome del principio della “non democraticità della scienza” Roberto Burioni (impiegato alla famigerata clinica privata di don Verzé) ha sentenziato che “la parola dei medici vale di più di quella di chi non ha studiato medicina”. Così ha patrocinato sulla sua pagina Facebook il provvedimento che istituisce l’obbligo delle vaccinazioni negli asili e nelle scuole per l’infanzia come “una grandissima vittoria per tutti, in primo luogo per i bambini, e soprattutto per quelli che non sarebbero stati vaccinati da genitori incoscienti e avrebbero corso gravi rischi; poi per tutti quelli che non si sono potuti vaccinare, che non si sono ancora vaccinati e per tutti noi. Poteva andare meglio ma immagino che in politica sia necessario accontentarsi”. Per fortuna il governo Gentiloni-Renzi si è accontentato, perché 12 vaccini obbligatori non sono previsti in nessun altro paese del mondo. Comunque, la medicina – che non è notoriamente una scienza – con la sua mole di dati statistici e epidemiologici non è l’unica fonte di legittimazione sociale.

I fatti di cronaca documentata non sono  mere opinioni. Nel settembre 2014 il ministro della cosiddetta Salute, tale Lorenzin (non laureata) va alla White House accompagnata da Sergio Pecorelli, presidente dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) per rappresentare l’Italia e assumere un importante incarico:
«L’Italia guiderà nei prossimi cinque anni le strategie e le campagne vaccinali nel mondo. È quanto deciso al Global Health Security Agenda (GHSA) che si è svolto venerdì scorso alla CASA BIANCA. Il nostro Paese, rappresentato dal Ministro della Salute Beatrice LORENZIN, accompagnata dal Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) prof. SERGIO PECORELLI, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi cui è intervenuto anche il Presidente USA Barack OBAMA».

Ma un anno dopo il rettor professor Sergio Pecorelli si dimette dall’incarico. Nel dicembre 2015 il presidente dell’AIFA è stato costretto a mollare la poltrona dopo le accuse sui legami dubbi con aziende farmaceutiche e società di venture capital. Sempre nel dicembre 2015, sotto la presidenza Renzi lo stabilimento della Glaxo di Siena (ma anche quello di Verona) era a rischio licenziamenti. Il 26 febbraio 2010 c’è un retroscena importante che si legge sul portale del piddì:

Enrico Letta a Verona, ha incontrato oggi pomeriggio i ricercatori del centro di ricerche Glaxo Smith kline che verrà chiuso per decisione della multinazionale. Durante l’incontro il vicesegretario del Pd, accompagnato dal deputato veneto Gianni Dal Moro, ha ascoltato le preoccupazioni espresse dai lavoratori e ha espresso l’auspicio che si individui una soluzione con coinvolgimento pubblico e privato, che abbia l’obiettivo primario di rilanciare l’unità della struttura di ricerca , contro quindi ogni tentazione di spezzatini. Enrico Letta ha espresso inoltre la disponibilità del Pd a lavorare a livello nazionale e locale per individuare soluzioni in linea con quanto già annunciato da Giuseppe Bortolussi, candidato del centrosinistra alla presidenza della regione Veneto”.  
Ma, dopo solo 4 mesi dal piano licenziamenti, avviene un miracolo. Nell’aprile 2016 la Glaxo cambia repentinamente strategia industriale e non solo non licenzia più, ma decide di investire in Italia (proprio in Toscana) un miliardo di euro. Il 27 settembre 2016 a Verona Renzi presenta il piano alla Glaxo Smith Kline. Che cosa è stato promesso alla Glaxo per condurla a non licenziare e addirittura investire in Italia un miliardo di euro e in modo così repentino?
Il 19 maggio 2017 il consiglio dei Ministri approva il decreto legge Lorenzin: vaccini per neonati, bambini e adolescenti. In più l’Italia farà anche da testa di ponte per gli altri Paesi. In ogni caso la secializzazione della Glaxo, come attestano gli atti giudiziari nazionali e dinternaizonali, è il comparaggio. per il listino èrezzi basta chiedere ai camici bianchi comprati nel belpaese.
Per quanto riguarda le grandi malattie, l’epidemiologo Tom Jefferson, membro della prestigiosa Cochrane Collaboration in un intervista allo Spiegel (A whole industry is waiting for a pandemic – Der Spiegel, 21 luglio 2009) ricordava come il timore dell’immanenza delle pandemie è stato costruito artificialmente attraverso una riformulazione del termine da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità che ha cancellato dalla vecchia definizione di “virus che si diffonde velocemente e per cui non c’è alcuna immunità” le caratteristiche di “causa di un numero elevato di malattie e di elevata mortalità” aprendo così la strada alla lotta dei governi a virus descritti come terrificanti che in realtà poi non si diffondono mai come è stato il caso dell’influenza suina alcuni anni fa in Italia.
Ma se così stanno le cose, cosa significa affermare che la scienza medica non è democratica? Ricordare per esempio che il morbillo è una malattia che causa ancora decine di migliaia di morti all’anno solo tra i bambini del mondo nei paesi in cui è assente un sistema sanitario decente e le condizioni di indigenza spaventose è un atto che osta al principio dell’interrogazione e dell’argomentazione su cui si fonda un dibattito veramente democratico? Sostenere che il calo del tasso di mortalità della pertosse da 42,5 casi per 100.000 nel 1890 a 0 casi nel 2016 è dovuto forse più al generale miglioramento delle condizioni di vita che non ai vaccini è populismo?
Oppure menzionare il rischio di pressione dei colossi farmaceutici sul sistema politico per favorire l’introduzione di vaccini – così come è accaduto con l’Engerix B che era costato all’ex ministro De Lorenzo la condanna per avere intascato una tangente di 600 milioni dal colosso farmaceutico Glaxo SmithKline – significa rifiutare a prescindere i risultati della ricerca scientifica?  
riferimenti:

Fonte(source) —LEGGI TUTTO(read more)—

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.