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di Gianni Lannes
In Italia non è in atto alcuna epidemia: infatti non c’è uno straccio di prova scientifica, ma soltanto sporchi affari sulla pelle di neonati, bambini e adolescenti indifesi.
Infatti, come recita il comunicato numero 387 dell’agenzia italiana del farmaco: 
«…L’ITALIA GUIDERÀ NEI PROSSIMI CINQUE ANNI LE STRATEGIE E LE CAMPAGNE VACCINALI NEL MONDO. È QUANTO DECISO AL GLOBAL HEALTH SECURITY AGENDA (GHSA) CHE SI È SVOLTO VENERDÌ SCORSO ALLA CASA BIANCA…».

Per la cronaca documentata: nel 2015 l’allora presidente dell’Aifa, tale Sergio Pecorelli, è stato costretto a dimettersi a causa degli innumerevoli conflitti di interessi con i produttori di vaccini, mentre la Lorenzin è ancora in poltrona.

In una parola: sudditanza. Poiché l’Italia è una colonia nordamericana dall’8 settembre 1943 e non ha più alcuna sovranità, a Washington hanno stabilito di incrementare le vendite di vaccini per favorire questo lurido commercio che trasforma l’infanzia in un cliente a vita, grazie anche alla nemesi medica in atto nel belpaese. Gli italidioti sono al massimo cavie e consumatori, nulla più.
Inoltre, il ministro pro tempore Beatrice Lorenzin (appena diplomata ma non laureata, esponente del partitino di Alfano) nel corso della XVII legislatura in corso, non ha risposto a ben 34 atti parlamentari, relativi ai vaccini. Perché? Qualcosa da nascondere al popolo sovrano?
Ecco di seguito interrogazioni ed interpellanze senza risposta governativa:

3/00896, 3/01107, 3/01485, 3/01488, 3/01837, 3/02345, 3/03489, 3/03680, 3/03686, 3/03726, 4/01535, 4/01943, 4/02356, 4/02406, 4/02524, 4/02533, 4/02688, 4/04400, 4/04755, 4/04966, 4/05239, 4/06370, 4/06720, 4/06990, 4/07105, 4/07211, 4/07428, 4/08020, 4/11106, 4/13622, 4/14586, 4/16443, 4/16468.
Ragion per cui il tentativo del  governicchio tricolore eterodiretto dall’estero, addireittura di imporre per decreto (incostituzionale) la vaccinazione obbligatoria è un atto eversivo, un’associazione mafiosa a delinquere di stampo isatituzionale da arrestare a tutti i costi, a partire dalla mobilitazione popolare. Su la testa!

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