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di Gianni Lannes

Le autorità occultano la scomoda realtà. In Italia dove il consiglio dei ministri ha approvato il 19 maggio scorso un decreto legge a firma del ministro Beatrice Lorenzin, che porta i vaccini obbligatori addirittura da 4 12, il numero dei minori danneggiati dalle vaccinazioni obbligatorie aumenta sempre più, come segnalava già un’interrogazione parlamentare nel 2001. «In Italia sono stati accertati numerosissimi casi di bambini con gravissime patologie invalidanti e irreversibili causate dalle vaccinazioni obbligatorie; che detti casi ammontano a migliaia e 600 tra quelli accertati sono trattati dal solo dottor Massimo Montinari (Azienda Policlinico di Bari)». E’ quanto si legge in un passaggio cruciale dell’interrogazione 3/00177 del 28 novembre 2001. Ora il Codacons ha denunciato la Lorenzin.
La sorveglianza post-marketing raccoglie le segnalazioni delle reazioni avverse alla somministrazione di farmaci e vaccini. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha il compito di raccogliere e comunicare questi dati. L’ultimo Rapporto di sorveglianza pubblicato riguarda però il 2013 ed è stato pubblicato soltanto nel 2015.Da allora non sono stati più resi pubblici i dati raccolti.

Annualmente è pubblicato, sempre a cura dell’AIFA, il Rapporto OSMED, che illustra il consumo dei farmaci in Italia e che dedica una minuscola sezione anche alle reazioni avverse a farmaci e vaccini. Dobbiamo basarci quindi su questi documenti ufficiali per cercare di sapere cosa è avvenuto dopo la somministrazione delle vaccinazioni, in assenza del Rapporti di sorveglianza specifici che in genere sono più approfonditi e più ricchi di informazioni. Nel rapporto Osmed 2014 e 2015 le reazioni avverse gravi causate da vaccinazione sono state accorpate a quelli dei farmaci; riguardo l’anno 2014 mancano i dati relativi alla distribuzione delle segnalazioni per fasce d’età. La sottonotifica è cospicua ed è indirettamente quantificata: oltre 10 volte il numero dei casi segnalati.

Più sono le vaccinazioni, più è probabile che aumenti il numero delle reazioni avverse. Così infatti è accaduto.  È da sottolineare che gli effetti avversi dei vaccini hanno una diversa valenza rispetto a quelli dei medicinali. Infatti i medicinali, almeno teoricamente, dovrebbero essere assunti solo in caso di necessità, in caso non se ne possa proprio fare a meno, spesso per motivi gravi. Viceversa i vaccini sono somministrati in gran parte a persone sane, perlopiù bambini, e la loro effettiva necessità varia secondo il contesto epidemiologico, ben diverso che in Africa.
Il rapporto rischio-beneficio deve quindi essere continuamente rivalutato e per far questo sono necessarie informazioni più dettagliate possibile. Tuttavia, proprio negli ultimi tre anni, le informazioni riguardanti i vaccini (somministrati in Italia) sono sensibilmente diminuite. Le fonti più importanti a disposizione sono i documenti dell’AIFA: “Rapporto post marketing dei vaccini in Italia” e “L’uso dei Farmaci in Italia Rapporto Nazionale OSMED (Osservatorio Nazionale sull’uso dei medicinali)”.  
L’ultimo Rapporto sui vaccini riguarda appunto l’anno 2013, mentre mancano quelli relativi agli anni 2014, 2015 e 2016, proprio in concomitanza con un’impennata delle reazioni avverse segnalate. I Rapporti nazionali OSMED escono invece regolarmente ogni anno per l’anno precedente (l’ultimo disponibile al pubblico si riferisce appunto al settembre 2016. I corposi rapporti OSMED dedicano però una parte ridotta ai vaccini e perciò molte informazioni cruciali mancano. I rapporti OSMED riportano una sezione sulle reazioni avverse solo a partire dall’edizione riferita all’anno 2012, non nelle precedenti.
È interessante notare come nell’edizione OSMED per l’anno 2012 il grafico presentato sia il seguente:
    Vi si nota una scala diversa per reazioni avverse da farmaci e vaccini, come è giusto che sia, visto il diverso volume delle dosi somministrate (DDD, dose giornaliera definita) che è di diversi ordini di grandezza maggiore per i farmaci. In entrambe le curve si nota una tendenza al notevole aumento.
    Nel Rapporto OSMED 2013, invece il grafico presentato è il seguente, dove la curva relativa ai vaccini risulta molto “schiacciata” sull’ascissa, e la scala è unica:
   


    L’impressione visiva è di una modestia del fenomeno riferito ai vaccini e di un suo lievissimo incremento, dal 2004 al 2013. Nei rapporti OSMED 2014 e 2015, tali grafici non sono stati aggiornati. Un loro aggiornamento secondo i dati reperibili sugli stessi documenti dà luogo al grafico seguente (arricchito della distribuzione per fasce d’età):
 
   
    Come si può osservare, nel 2014 ci sono i totali, ma mancano i dati relativi alla suddivisione per fasce di età.
    Balza all’occhio l’incremento per la fascia d’età sotto i due anni a partire dal 2013.
    
    Nel documento OSMED 2014 si asserisce: “Analogamente al 2013, il 32 per cento delle segnalazioni del 2014 è stato definito grave.” Non viene specificata quale sia la percentuale di gravità riferita ai vaccini, inclusi nella seguente tabella ed accorpati ai farmaci:
    Non è specificato neanche nella tabella riportata nel documento OSMED 2015:
  

    Nel 2015, il 32 per cento delle segnalazioni sono state definite gravi. Poiché non è specificato che vi siano differenze tra le due classi, farmaci e vaccini, e poiché entrambi sono inclusi nella stessa statistica, si deduce che la stessa percentuale di casi gravi riguardi anche i vaccini. L’80% delle segnalazioni riguarda bimbi di età inferiore ai due anni, perciò è legittimo pensare che i casi gravi nei bimbi ammontino ad oltre 2000 nel solo 2015. Quale tipo di gravità? Non viene specificato. Non è stato specificato neanche nel Rapporto OSMED 2014 se si esclude un piccolo sottogruppo: in quello la percentuale di casi gravi era del 25 per cento (ma detto in modo da richiamare l’attenzione sulla non gravità):«L’elevato numero di segnalazioni con fonte non specificata proviene principalmente dalla Provincia Autonoma di Bolzano (83%) e queste ultime sono tutte correlate alla somministrazione di vaccini, le cui reazioni sono state non gravi nel 75% dei casi».
L’ultimo documento dell’AIFA in cui veniva specificata la percentuale di casi gravi da vaccino rispetto al totale segnalazioni è il “Rapporto post marketing dei vaccini in Italia” riferito all’anno 2013: l’11,6 per cento. In quell’anno le segnalazioni furono meno della metà rispetto al 2014 e 2015. Nel rapporto OSMED 2014, viene anche segnalato un aumento dei casi psichiatrici. Poiché i casi nelle fasce d’età da 2 anni in poi sono rimasti stazionari se ne deduce che l’aumento dei casi psichiatrici e delle patologie sistemiche è avvenuto nella fascia da 0 a
    Nel Rapporto OSMED 2014 i vaccini compaiono in questa “classifica”, con prestazioni notevoli:
  

Nel rapporto OSMED 2015 invece, sono espressamente “escluse le segnalazioni da vaccino” da analoghe classifiche riportate in 4 consecutive tabelle.

Il recente aumento delle segnalazioni di effetti collaterali, per la maggior parte a carico della fascia d’età sotto i due anni può avere più spiegazioni. Può essere dovuto al maggior numero di vaccini somministrati in questi ultimi 3 anni rispetto al 2012 e precedenti (mancano tuttavia informazioni sulle dosi somministrate di quali prodotti, per età e per anno solare): a fronte di 4 vaccini obbligatori (D, T, P, HB) corrispondenti a 12 dosi, i vaccini raccomandati sono progressivamente aumentati (Piano Vaccinale-2016-2018) e le dosi totali hanno raggiunto le 28 sotto i due anni.  L’attivazione di sistemi di sorveglianza più efficaci ha sicuramente svolto un ruolo; se l’aumento delle reazioni avverse avesse principalmente questa origine, allora vorrebbe dire che anche nel passato ce n’erano tante, ma solo pochissime “venivano alla luce”. Segno di una sottonotifica ancora maggiore negli anni precedenti. Ogni vaccino ha una sua bassa probabilità di effetti avversi. Questi ultimi potrebbero derivare dalla somma di quelli riferiti alle singole dosi, ma non è da scartare l’ipotesi che l’associazione dia effetti molto maggiori della loro somma.
Nei documenti AIFA-OSMED relativi al 2014, 2015 e 2016 (settembre) latitano informazioni cruciali, tra cui la percentuale di casi gravi tra gli eventi avversi, distinta per fascia d’età. Manca pure la descrizione e la frequenza degli effetti avversi, come viene fatto per i farmaci, nonché la descrizione dei principali effetti avversi per vaccino, come avveniva nei “rapporti post marketing” (non più pubblicati per gli anni successivi al 2013).  
riferimenti:

http://www.aifa.gov.it/sites/default/files /Rapporto_OsMed_gennaio_settembre_2016.pdf

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