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ROMA, 19 MAGGIO 2017

di Gianni Lannes
Nel belpaese inoculazione forzata su neonati, bambini e adolescenti fa rima con speculazione. Il comunicato stampa licenziato il 19 maggio 2017 dal trio Gentiloni, Lorenzin e Madia recita così:
«VACCINAZIONI OBBLIGATORIE IN ETÀ INFANTILE. Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale (decreto legge). Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e della Ministra della salute Beatrice Lorenzin, ha approvato un decreto legge contenente misure urgenti in materia di prevenzione vaccinale. Il decreto è diretto a garantire in maniera omogenea sul territorio nazionale le attività dirette alla prevenzione, al contenimento e alla riduzione dei rischi per la salute pubblica con particolare riferimento al mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, superando l’attuale frammentazione normativa. In questa prospettiva, che tiene conto anche degli obblighi assunti e delle strategie concordate a livello europeo e internazionale, il decreto in primo luogo estende il novero delle vaccinazioni obbligatorie in coerenza con il Piano nazionale di prevenzione vaccinale».
Dov’è finita l’urgenza? Chi ha stabilito a tavolino le misure urgenti? Nessuna pandemia, soltanto una decisione del 29 settembre 2014 presa alla White House, come da fonte AIFA. Chi ha dettato la linea affaristica? Forse le solite e famigerate multinazionali che hanno già incontrato Renzi e la Lorenzin? A tutt’oggi, 26 maggio 2017 il predetto decreto legge non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, tarda la firma del presidente della Repubblica. Al Quirinale hanno fiutato il peso di questo atto fuorilegge, ovvero incostituzionale?

Repetita iuvant. Ecco cosa stabilisce l’articolo 77 della Costituzione Repubblicana Italiana, a cui i politicanti italidioti devono attenersi obbligatoriamente:

«Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e d’urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall’inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti».
L’attuale governo tricolore sempre più abusivo ha realizzato le condizioni per un attentato alla salute pubblica di gigantesche proporzioni. Un esecutivo così sgangherato ed eterodiretto è un evidente pericolo pubblico.
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