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di Gianni Lannes

Il 19 maggio Renzi ha bacchettato i pentastelluti. E così il 20 maggio il comico, padrone – come da atto notarile – del partito 5 stelle ha innestato la retromarcia sui vaccini. In un post infatti si legge il seguente titolo: “Il MoVimento 5 Stelle è per la massima copertura vaccinale”.


«Non esiste nessuna campagna del MoVimento 5 Stelle contro i vaccini, né una piattaforma Anti vaccini, né sono mai stati ripetuti falsi legami tra vaccinazioni e autismo» ha scritto Beppe Grillo il 3 maggio scorso.
Eppure il 27 gennaio 2016 ben 6 deputati m5s hanno presentato un’interrogazione parlamentare dove “esprimono preoccupazione perché i vaccini pediatrici potrebbero contenere metalli”.
Poi c‘è una proposta presentata alla Camera nel febbraio 2014, da ben 12 deputati, “sull’informazione e sull’eventuale diniego dell’uso dei vaccini per il personale della pubblica amministrazione”. Nel testo si legge: «Recenti studi hanno […] messo in luce collegamenti tra le vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie».
Per non dire degli spettacoli e di alcuni post sul sito di Grillo: “L’epidemia dell’autismo”, “Di vaccini si può morire”.
A che serve un partito grullino e ondivago? Forse a controllare e soffocare la protesta popolare?
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