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di Letizia Ricci
«Energas. Il Governo si atterrà a quanto deciso dalle comunità locali»: 
parole all’unisono dell’onorevole Michele Bordo e del sindaco Angelo Riccardi, entrambi del piddì, schierati più recentemente non con Renzi né con Emiliano, bensì con il perdente Orlando. Addirittura il ministro di grazia e giustizia “tifa Riccardi”. E’ quanto si legge in un post datato 27 novembre 2016 sul blog di Bordo (già consigliere comunale nella giunta Prencipe che invitò l’Isosar poi Energas a realizzare l’impianto industriale di gpl a rischio di incidente rilevante, e diede anche l’autorizzazione tecnica favorevole). 
MISE: estratto dal verbale della conferenza di servizi del 13 aprile 2017

Alla luce dei fatti concreti e documentati si tratta però di promesse menzognere, poiché il 13 aprile scorso la responsabile ministeriale ha verbalizzato che il procedimento è in dirittura d’arrivo per l’Energas, ma il sindaco pro tempore, sotto processo a Pescara per gravi reati penali, eppure incredibilmente neanche sospeso dal piddì, non si è premurato di avvertire prontamente la popolazione. E se non fosse stato per l’offensiva di Italo Magno e Gianni Lannes, nonché di tante persone a Manfredonia che hanno diffidato il governo italiano, a quest’ora, la mastodontica  struttura di Diamante Menale sarebbe già stata autorizzata dalle autorità.

 La Gazzetta del Mezzogiorno (edizione di Capitanata), 24 dicembre 2016
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