ECOMAFIE IN ABRUZZO

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di Gianni Lannes
L’Abruzzo non è un’isola felice, bensì una lavanderia per il riciclaggio del denaro sporco in Italia, conseguenza del traffico di droga e di rifiuti industriali. Negli anni ’60 furono inviati in loco in soggiorno obbligato alcuni mafiosi di cosa nostra che hanno in seguito messo radici affaristiche, grazie ai politicanti locali e nazionali. Poi è sbarcata la camorra, quindi la ‘ndrangheta ed infine mafie cinesi, albanesi e rumene dedite al traffico di esseri umani (soprattutto bambini e neonati), allo sfruttamento della prostituzione nonché all’usura legalizzata dallo Stato tricolore. Ho realizzato alcune inchieste più di tre lustri fa. I responsabili non sono stati assicurati alla giustizia dalla magistratura e dalle forze dell’ordine, mentre le bonifiche ambientali non sono mai state realizzate, a scapito della salute pubblica. Il 3 giugno prossimo terrò una conferenza pubblica a Lanciano.
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