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 di Gianni Lannes
L’ultimo rapporto della Marina Militare tricolore è un bollettino di guerra, ma non solo. I mari del belpaese sono stati trasformati in discariche belliche (dal Golfo di Manfredonia fino a Bari, e poi il Golfo di Napoli e le adiacenze dell’isola di Ischia, nonché il litorale di Pesaro), col beneplacito dei goveranti italidioti. Sui nostri fondali giacciono bombe speciali alleate caricate con aggressivi chimici (iprite e fosforo) miste ad ordigni radioattivi affondati dagli aeromobili alleati nell’Adriatico, da Grado a Santa Maria di Leuca. Questi dati ufficiali, attestano che all’epoca il ministro della difesa Sergio Mattarella ha mentito: non c’è stata alcuna bonifica. Non è tutto: le ininterrotte esercitazioni di guerra hanno tappezzato di rischi e pericoli anche le aree marine protette sulla carta. Senza dire del transito e della sosta in porti italiani di unità a propulsione ed armamento nucleare della NATO (ordinanze della Guardia Costiera di Augusta). Insomma, anche la nocività ambientale è una strategia globale del sistema di dominio del genere umano.

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