Stampa / Print
foto Gilan (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes
Come avevo già segnalato il 6 aprile scorso – nonché dal 2 gennaio 2017 ad oggi, monitorando tutti i porti italiani interessati dall’incontrollato fenomeno speculativo di mercantili battenti bandiere ombra (inserite nella blacklist internazionale) – anche la Coldiretti oggi denuncia sulla pagina del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno qualche che accade in Puglia, ovvero nell’ex granaio d’Italia. E l’associazione Granosalus che mi ha commissionato 3 mesi fa un’inchiesta che fa? 

  

 foto Gilan (tutti i diritti riservati)

Il porto oggi preso d’assalto, però, lontano da occhi indiscreti, non è solo quello di Bari bensì anche della limitrofa Molfetta, dove due navi scaricheranno ben 10401 tonnellate di frumento. In loco, infatti c’è la DECENT (IMO: 8230326, MMSI: 671735000) partita da Rostov in Russia il 28 marzo scorso, approdata stamani alle ore 5. E’ ufficialmenteuna general cargo costruita nel 1977, che naviga attualmente sotto la bandiera del Togo. 

fonte: banca dati Lloyd’s di Londra

La DECENT ha lunghezza totale di 114 metri e larghezza massima di 13. Si tratta di una vera carretta del mare che dovrebbe essere soltanto demolita. Perché non viene arrestata per questioni di sicurezza e navigabilità ai sensi del Paris Mou, dalla Guardia Costiera italiana? Poi, scoviamo un’altra vecchia conoscenza nel giro dei rifiuti speciali, ossia la nave IRIS (IMO: 9053830, MMSI: 214182417), meglio nota col nome di Benita. E’ una general cargo costruita nel 1995 che naviga attualmente sotto la bandiera fuorilegge della Moldova. La IRIS ha lunghezza totale di 103 metri e larghezza massima di 18

Porto di Molfetta (8 aprile 2017)



fonte: banca dati Lloyd’s di Londra

riferimenti:

Fonte(source) —LEGGI TUTTO(read more)—

About the author

Related Post

Archivi

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità di materiale sugli argomenti trattati. Pertanto, non può considerarsi prodotto editoriale sottoposto alla disciplina di cui all'art. 1, comma III della Legge n. 62 del 7.03.2001 e leggi successive.