Primarie PD, dove e come si vota

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Si vota domani dalle 8 alle 20: potranno partecipare cittadini italiani di almeno 16 anni e residenti col permesso di soggiorno

(ANSA)

Domani, domenica 30 aprile, si terranno le elezioni primarie del Partito Democratico per scegliere il nuovo segretario del partito. I candidati sono tre: il segretario uscente Matteo Renzi, il presidente della regione Puglia Michele Emiliano e il ministro della Giustizia Andrea Orlando. I seggi, allestiti soprattutto nelle sezioni locali del PD e nei gazebo, apriranno alle 8 di mattina e chiuderanno alle 20. Possono votare i cittadini italiani che hanno più di 16 anni, i cittadini dell’Unione Europea residenti in Italia e tutte le persone che hanno un permesso di soggiorno.

Chi può votare

Per votare bisogna andare al proprio seggio (che si può cercare sul sito ufficiale delle primarie) con un documento e la tessera elettorale, e versare un contributo minimo di due euro. Fino al 27 aprile ci si poteva pre-registrare online sul sito delle primarie. La pre-registrazione era obbligatoria per i giovani tra i 16 e i 18 anni, gli elettori fuori sede – per cui è stata anche attivata una procedura di voto online – e i cittadini UE residenti in Italia. Tutti gli altri potranno votare presentandosi semplicemente al proprio seggio. Chi abita in zone colpite dal terremoto nel Centro Italia potrà partecipare alle primarie in seggi speciali allestiti nei centri di accoglienza. Qui potranno votare senza obbligo di registrazione, con la sola esibizione del documento di riconoscimento.

I cittadini italiani residenti all’estero in maniera permanente o temporanea potranno votare in uno dei seggi allestiti all’estero – ce n’è almeno uno in ogni principale paese europeo – fornendo solamente il documento di identità italiano. Non sono quindi ammessi al voto cittadini stranieri (non italiani) non residenti in Italia.

Come si vota
Sarà sufficiente fare una croce sul candidato segretario prescelto: il voto andrà automaticamente a lui e alla lista di delegati a lui collegata. Qui sotto c’è un fac-simile della scheda diffuso dal PD.

Fonte: Il Post
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