IL RAZZISMO GRULLINO

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di Gianni Lannes
Ecco un altro politicante che pontifica su tutto. Chi parla a vanvera ha bisogno di un corso accelerato di lingua inglese o di una traduzione simultanea in idioma partenopeo? Secondo l’appena diplomato Luigi Di Maio, le organizzazioni non governative che operano nel Mediterraneo per salvare dalla morte i profughi sarebbero colpevoli di incrementare il traffico di esseri umani e sarebbero complici degli scafisti. Per sostenere questa sua tesi raccatta consensi, che sbatte contro la pancia della gente, il vicepresidente della Camera agita un rapporto di Frontex, l’agenzia di controllo delle frontiere esterne dell’Unione Europea, la quale dice lui – nella “Rysk Analysis 2017” avrebbe scritto che i mezzi di soccorso delle ONG, come Médecins sans frontières”, Proactiva open arms,  Sos Méditerranée, Moas, Save the children, Jugend Rettet, Sea Watch, Sea Eye e Life Boat funzionerebbero come “taxi del mare” inviati intenzionalmente verso le acque territoriali libiche per raccogliere i migranti e trasportarli in Italia. Di Maio mente e non sa di cosa blatera. Ma l’onorevole pentastelluto c’è mai stato in mezzo al Mediterraneo?

  

Nel rapporto “Rysk Analysis 2017” sul fenomeno dell’immigrazione l’agenzia Frontex non usa mai l’espressione “taxi” o “taxi del mare”. Né sostiene che le organizzazioni non governative siano “in collusione con gli scafisti”. A pagina 32 del rapporto, infatti, si legge piuttosto che le operazioni delle ONG potrebbero avere “unintended consequences”. Le stesse “conseguenze involontarie” che – si legge ancora nel documento –  potrebbero avere le attività dell’EUNAVFOR MED, la task force istituita dal Consiglio europeo per salvare i naufraghi capitanata dall’ammiraglio italiano Enrico Credendino. 

 
Quel vigilare senza salvare: i soccorsi che Frontex non fa. Insomma, è proprio l’inesistenza di Frontex in materia di soccorso in mare che ha costretto ad agire sia l’Italia, che lo ha fatto con l’ammirabile dedizione ed efficienza della Marina militare, sia le organizzazioni di volontariato. Sia l’una che le altre agiscono in nome dei valori più alti della civiltà e nel pieno rispetto del diritto internazionale.  
Di Maio è sempre quello che l’anno scorso ha pranzato con i vertici dell’Ispi, ovvero con il capo europeo della famigerata Trilateral. Roberto Fico poco prima aveva scritto: «Il ministro Boschi che parla alla Trilateral, istituzione antidemocratica, è una misera pedina al servizio di interessi altri». Grillini? No, grullini.
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