ATTENTI A GRANOSALUS

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di Gianni Lannes

Occhio ai rampanti, ai prepotenti, ai tracotanti, a quelli che dicono una cosa ma poi ne fanno un’altra, a quelli che non sono di parola. E’ incredibile: al giorno d’oggi non puoi fidarti danima viva. Non pensavo di scrivere qualcosa del genere, ma le gente deve sapere con chi si ha a che fare. Ecco i fatti documentati. Ai primi di gennaio del corrente anno ho ricevuto un’e-mail da Liliana Stea, un medico di Bari. La signora, una conoscente, mi chiede di dare una mano all’associazione Granosalus. Di lì a poco mi contatta al telefono il presidente di questo sodalizio sconosciuto ai più, che sgomita per mettersi in luce sparando a zero sulla pasta italiana. Tale Saverio De Bonis con insistenza, dopo una serie di incontri a Foggia, mi richiede di realizzare un’inchiesta giornalistica sull’importazione di grano straniero in Italia. Accetto e la proposta viene in seguito approvata dall’assemblea di Granosalus. La ricerca sul campo procede proficuamente, e a De Bonis vengono inviati i resoconti e la documentazione, tant’è che Granosalus il 16 marzo presenta una relazione in Parlamento citando espressamente la mia indagine. Lo stesso De Bonis mi chiede di partecipare ad una tavola rotonda organizzata dall’eurodeputato 5 stelle  Isabella Adinolfi a Foggia, il 25 marzo 2017. In quell’occasione – mentre ignoti mi sottraggono un piccolo computer portatile contenente il lavoro in corso – espongo ad una pubblica platea, un’anticipazione in sintesi dell’inchiesta, peraltro periodicamente riportata sul blog SU LA TESTA! con numerosi approfondimenti dal 3 gennaio 2017 fino al 13 aprile. In quell’occasione l’esperto di Granosalus, Andrea Di Benedetto, mi dice di non fare assolutamente riferimento pubblico al grano creso. Il 15 aprile scorso il De Bonis non si presenta all’appuntamento prefissato a Manfredonia per fare il punto della situazione, ovvero la realizzazione concordata del dossier GRANO CONTRO NATURA.

L’11 aprile il portale online del movimento 5 stelle pubblica una mia intervista addirittura censurata, senza riferimenti all’inquinamento radioattivo, ed inserisce all’interno dei miei filmati timbrati con il logo M5s, come se fossero loro gli autori Lo stesso giorno Gian Paolo Farina, un medico dell’Isde mi segnala a proposito del movimento di Grillo, il seguente link:
commentando così l’operazione taglia e cuci:
«Hanno tagliato le parti salienti eliminando parole cruciali come ad esempio radioattività, metalli pesanti, glifosate ecc.. Giusto?».
Ho scritto a chi ha censurato le mie parole, invitandolo a rimuovere immediatamente l’intervista alla mia persona.
Nel frattempo il presidente dell’associazione Granosalus ha accampato scuse su pretesti per non pagare le spese di realizzazione del lavoro giornalistico da lui stesso commissionato, in particolare tutto il periodo che va dall’1 marzo al 13 aprile 2017. E’ bene che la gente sappia cosa è accaduto realmente dietro le quinte, da parte di chi ha tentato infruttuosamente di manipolarmi per i suoi fini reconditi e alla fine non ha saldato neanche il conto.


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