BAMBINI: VITTIME DEL BOMBARDAMENTO CHIMICO IN SIRIA

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   (OMAR HAJ KADOUR/AFP/Getty Images)


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“Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.”

da: Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry

di Gianni Lannes

Chi è stato? Chi calpesta la vita appena germogliata?  Chi vuole destabilizzare la Siria? E perché? C’entra qualcosa l’avida bestialità dell’occidente (usa & europa)? Sulla crudeltà dell’uomo parlano le immagini più delle parole. In ogni caso a perdere la vita sono sempre i civili, e tra di essi i più innocenti e indifesi. 
 

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Nelle prime ore di martedì mattina 4 aprile c’è stato un bombardamento chimico nella città di Khan Sheikhun, nella regione di Idlib, nel nord-ovest della Siria. Sarebbero state uccise almeno 74 persone e molte altre sono rimaste ferite e presentano sintomi come difficoltà respiratorie, schiuma alla bocca, vomito, compatibili con gli effetti di qualche tipo di gas nervino. Molti dei morti erano civili e alcuni erano bambini. Poche ore dopo è stato bombardato il principale ospedale della città dove erano stati portati i feriti, hanno scritto AFP e BBC Arabic. Le immagini qui pubblicate sono quelle riprese dalle grandi agenzie fotografiche, tra cui Getty Images e Associated Press, e la cui autenticità è stata verificata. Queste fotografie non  solo raccontano una parte della storia, ma in un certo senso sono la storia. A Idlib infatti, così come in molte altre zone della Siria, non ci sono giornalisti indipendenti che lavorano per grandi testate internazionali: le informazioni che riceviamo da lì si basano soprattutto sulle testimonianze di persone del posto. Per questo le immagini pubblicate dalle agenzie fotografiche sono così importanti: raccontano una storia che altrimenti si sarebbe persa tra la propaganda dell’una o dell’altra parte.

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