DALLA BUROCRAZIA ALLA DEMOCRAZIA

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di Gianni Lannes

Su quali basi condurre la lotta alla corruzione politica e amministrativa? Su tre pilastri: la repressione penale senza sconti o deroghe, la prevenzione, ma soprattutto l’educazione. Giovanni Falcone diceva che la mafia e la corruzione – che riteneva due facce della stessa medaglia si combattono più che nelle aule di giustizia, sui banchi di scuola. Io aggiungo: dentro ogni casa. Quindi chiarezza del diritto poiché nel belpaese 150 mila leggi di ogni tipo aumentano l’intermediazione affaristica tra mala politica e burocrazia mafiosa. Ma soprattutto, più etica: va valorizzato il ruolo dell’educazione, a partire dalla famiglia e dalla scuola, che devono trasmettere il valore della legalità come pratica di vita, non solo fumosa teoria. Il problema della corruzione non è giuridico, bensì, etico e culturale, ovvero antropologico.
  
Bisogna dubitare sempre: il dubbio è la fonte della ricerca e quindi della verità. Una volta c’erano gli schiavi con le catene, ma uno schiavo con le catene sa di essere tale, e quindi è possibile che gli si accenda la scintilla della ribellione. oggi, invece, ci sono milioni di persone che sono manipolate dai mezzi di comunicazione di massa (un’altra arma di controllo del genere umano), programmate come degli automi, e di conseguenza, schiave senza sapere di esserlo.

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