METANODOTTO IN COSTRUZIONE A MANFREDONIA

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Manfredonia, 3 aprile 2017 – foto AQ

di Gianni Lannes
Uno scempio a norma di legge. Vandalizzata ancora l’area archeologica di Scaloria. Il sindaco pro tempore Riccardi Angelo del partito democratico (già sotto processo a Pescara per gravi reati penali: prossima udienza il 3 maggio 2017), con la sua nota 7389 del 2016 ha attestato la conformità dell’opera agli strumenti urbanistici vigenti.

Mentre scrivo gli impuniti bonificatori della natura hanno già fatto legna da ardere del mitico simbolo della Puglia e del Mediterraneo. Già, ma chi se n’è accorto? Qui non c’è traccia della Xylella, eppure gli ulivi vengono abbattuti ugualmente. Ma come mai il sindaco Riccardi Angelo non ha fiatato? Forse, è troppo impegnato a chattare (consiglio comunale del 31 marzo 2017), o facebook lo impegna troppo? In effetti la prima colata di cemento e asfalto per un parcheggio ed un mercato sull’area di grotta Scaloria, è stata autorizzata dal precedente sindaco Paolo Campo (sempre del piddì) e poi dal Riccardi. Chi ha autorizzato e/o sanato invece questo villone nella stessa zona? La sovrintendenza al ramo è in letargo?



Comunque, mi ha scritto un informatore autoctono: “Dal ponte del mercato settimanale ho fotografato questa roba….che va dritto, in linea d’aria perfetta, al porto industriale!  Ma i lavori sono forse iniziati?”.

C’è l’approvazione – come sempre – della silente regione Puglia. La SRG Spa incaricata dalla Snam ha già provveduto ad estirpare gli alberi d’ulivo.
Basta leggere la determina dirigenziale numero 159 del settembre 2016 (Burp 104 del 15 settembre 2016) per rendersi conto.
E’ stato approvato dalla regione Puglia con V.I.A. favorevole dell‘ente Povincia di Foggia,  il progetto definitivo dell’opera denominata «metanodotto “Variante derivante per Manfredonia (FG) ” – DN 500 (20”) – DP 64 bar e “Ricollegamento allacciamento al Comune di Manfredonia” DN 100 (4”) – DP 75 bar». La comunicazione al comune sipontino è giunta il 30 luglio 2015, attesta inequivocabilmente il protocollo comunale.
 

 Manfredonia, 3 aprile 2017 – foto AQ

La Puglia rischia di avere addirittura 4 gasdotti, incluso un metanodotto dall’Albania alla Puglia, oltre al South Stream appena resuscitato da Eni e Gazprom; ed inoltre i già autorizzati TAP e IGI Poseidon. E che dire del gigantesco impianto industriale a gas di petrolio liquefatto dell’Energas-Kuwait Petroleum a Manfredonia? Senza contare la rapina del gas dal sottosuolo della Daunia ad opera di Eni ed Edison che si protrae dal 1969, mentre gli autoctoni pagano la bolletta del gas alla francese Engie (ex GDF).

Ecco cosa si legge nel sito della Snam:
«Sono circa 400, equamente ripartiti tra elettricità e gas, i Progetti di interesse comune (Pci) candidati ad ottenere i fondi e le corsie autorizzative semplificate dell’Unione europea. Relativamente al gas, figurano nella lista i gasdotti Italia-Malta, Galsi dall’Algeria alla Sardegna con alternativa da Piombino all’Elba e di qui alla Corsica e Sardegna, Rete Adriatica lungo la dorsale appenninica e i vari progetti relativi al Corridoio Sud: a monte Tanap (Turchia) e South Caucasus Pipeline (Azerbaijan) e, a valle, Tap e Itgi con relative bretelle ai Paesi balcanici. Tra i Pci vi sono anche le iniziative di Snam e del Tso francese GrtGaz per l’inversione dei flussi dall’Italia verso nord, l’East Med Pipeline dall’offshore del Mediterraneo orientale alla Grecia e il progetto integrato di Falcione per un terminale di rigassificazione Gnl in Albania con gasdotto fino alla Puglia. E a proposito di terminali Gnl, tra i Pci italiani vi sono gli impianti proposti da Sorgenia a Gioia Tauro, da Nuove Energie a Porto Empedocle e da Api Nova Energia a Falconara Marittima. Venendo infine agli stoccaggi gas, la lista contiene Cornegliano di Gas Storage, Bordolano di Stogit, San Potito-Cotignola e Palazzo Moroni di Edison e Grottole-Ferrandina di Geogastock».




I politicanti italidioti sono alla canna del gas: è giunta l’ora di licenziare in tronco questi parassiti.

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