MEZZOGIORNO D’ITALIA: IL TESORO DEL MEDITERRANEO

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Salento: i patriarchi verdi – foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

di Gianni Lannes
Mafia di Stato e multinazionali del crimine: le istituzioni governative criminalizzano la protesta civile e mandano la polizia in assetto antisommossa a reprimere il diritto costituzionale alla ribellione contro un sopruso. Lo Stato diritto è ormai tramontato nel belpaese. Il popolo non è sovrano, secondo la Costituzione repubblicana del 1948? Delle due l’una: o la fonte di tutte le leggi è stata stracciata dal Trattato di Lisbona del 2007 (entrato in vigore nel 2009) oppure hanno già instaurato un’altra dittatura che prende ordini dalla speculazione finanziaria. Ci vuole una nuova Costituente, dal basso.
 

Sud destinato al sottosviluppo e al degrado, all’installazione di impianti industriali distruttivi. Bisogna annullare questo destino da eterodiretti sulla base del principio universale dell’autodeterminazione dei popoli. Occorre preservare e rivalutare le aree interne come laboratori di un’economia alternativa, fondata sulla ricchezza della terra, sulla rete di ospitalità, sulle relazioni di soccorso, sulla varietà simbolica, sui miti, sui riti. Uno sguardo attento all’entroterra inizia dai territori della fiaba, dalle aree di biodiversità. La parola parchi sin dall’etimologia rimanda ai paradisi. I parchi naturali dovrebbero essere i motori della politiche che realizza il bene comune. E  voglio ricordare il parco dove riposano le mie radici: il parco nazionale del Gargano, il parco di innumerevoli battaglie della mia giovinezza, il parco del Gargano ha più significati. E’ un parco della pace, un archivio vivente della biodiversità, un parco agrario in cui sperimentare un modello economico alternativo basato sul recupero della terra lavorata, secondo criteri non industriali, ma ecologici, conviviali e comunitari.

Questo ci esorta a vedere i beni paesaggistici e culturali non solo dal punto di vista economicistico, come fa l’ultima legge trovata del ministro pro tempore Franceschini che dichiara, a chiacchiere fritte, “la cultura il petrolio d’Italia”, e la rende degna solo se offre motivi di profitto economico, ma non impone compiti di tutela, custodia, dono, gratuità. Per la Costituente la difesa del paesaggio anche “minore”, e del paesaggio agrario aveva una centralità proprio perché si allargava il concetto di popolo. Il paesaggio minore è quello fatto dal popolo contadino e artigiano. Una via d’uscita? La decrescita felice: il ripristino modernissimo di forma arcaiche di economia, di coltivazione, di uso del territorio, di risparmio energetico, di convivialità, di ospitalità. Conservare le fiabe significa preservare i paesaggi culturali e naturai in cui questi racconti sono germogliati e sono stati tramandati, nonché tutto un mondo di sapienza antica, di antichi mestieri e conoscenze tradizionali. Perché appunto nella fiaba l’accesso al sapere è pubblico e gratuito: è la dotazione e della concretezza quotidiana. E’ più che intelligente anche il “popolo piccino”, composto di bambini, nani, giganti e portatori di diverse abilità che anzi, di fronte agli adulti e di normali che imbrigliano, abbandonano e tradiscono, sanno invece essere leali, solidali, capaci di ritrovare la strada di casa anche con piccoli espedienti, anche leggendo le tracce di briciole e sassolini.
 
La fiaba è un bene comune immateriale ma concreto. Nella fiaba nessuno si salva da solo. Nella fiaba valgono gli usi civici: chiunque può andare nel bosco a raccogliere legna per il suo sostentamento, o ad abbeverarsi ad una sorgente senza che gli chiedano i diritti di proprietà e tantomeno i permessi di soggiorno. Nella fiaba tutto è dotato di anima e magia. Nella fiaba tutto è incantesimo e sacralità: dagli alberi alle montagne, dagli animali alle stelle, insieme connessi nella grande rete della vita.

riferimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/03/piu-gasdotti-in-puglia.html 

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