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di Gianni Lannes
Mafia di Stati e multinazionali del crimine col pretesto della scarsità di energia si apprestano a stuprare la Puglia. I consumi di gas crollano eppure i gasdotti aumentano, attestano i dati ufficiali. Vicino al gasdotto TAP che porterà il gas in Svizzera e Germania squarciando l’Italia, sarà presto realizzato il gasdotto Igi Poseidon con approdo ad Otranto. Così vuole l’Europa degli affari in spregio al diritto dei popoli e alla salvaguardia ambientale. Infine, Eni e Gazprom hanno appena riapero il martoriato passaggio a Sud nel Mezzogiorno d’Italia, mentre contadini e sindaci protestano invano contro l’approdo nel Salento del devastante TAP . Di fatto è Southstream che risorge dalle sue ceneri.

L’Edison, partner della russa Gazprom enfatizza il peso dello sponsor istituzionale: «Un progetto strategico per l’Italia e per l’Europa. L’Unione Europea ha riconosciuto l’ITGI come Progetto d’Interesse Europeo inserendolo nei progetti per lo sviluppo del Corridoio Sud dell’European Recovery Plan con un finanziamento di 100 milioni di euro. La sezione Italia-Grecia del gasdotto ITGI ha ricevuto l’esenzione della TPA (Third Party Access) per 25 anni (Art. 22 della Direttiva 55/2003)». Dov’è la strategicità nell’investire miliardi di euro, trasformare irreversibilmente dei territori, per finanziare infrastrutture legate allo sfruttamento di fonti fossili il cui mercato sta colando a picco?

In spregio a qualsiasi dato circa la gravissima situazione sanitaria e ambientale, alle caratteristiche territoriali e alla vocazione turistica, il Salento continua ad essere considerata terra di approdo dei nuovi predoni stranieri, grazie anche a governi italidioti che proprio non riescono a dire di no ai grandi gruppi industriali.
Il 23 febbraio 2016 è stato annunciato ufficialmente un accordo tra Edison, Gazprom e Depa, siglato al termine di un incontro tra Federica Guidi, ministro dello Sviluppo economico nonché imprenditrice del settore energetico, e Alexey Miller, viceministro dell’energia russo, ma anche presidente della compagnia energetica Gazprom. Alla cerimonia era presente anche George Tsipras, segretario generale del Ministero per gli Affari Esteri della Grecia. Il progetto prevede la costruzione di un gasdotto trans-adriatico, per il trasporto del gas dalla Russia, passando per la Turchia e la Grecia attraverso il Mar Nero, fino a giungere in Italia, approdando a Otranto. La società proponente è la Poseidon SA, i cui azionisti sono Edison e la greca Depa. Il progetto è giunto nella sua fase esecutiva. A differenza del gasdotto TAP, il progetto Igi-Poseidon ha ottenuto il parere favorevole del Comune di Otranto, della Provincia di Lecce e della Regione Puglia (Vendola&Frisullo nel 2010, con appena 3 prescrizioni). L’approdo di Igi-Poseidon è previsto al largo dei laghi Alimini, una straordinaria area naturalistica. Una soluzione alternativa prevede l’approdo nella zona sud di Otranto, in prossimità del porto turistico, a ridosso del centro storico. Il gasdotto dovrebbe poi percorrere un tratto onshorelungo diversi chilometri, per riemergere in un’area compresa tra Minervino e Giuggianello, o in alternativa a Palmariggi.
Questa situazione disastrosa sotto il profilo ecologico e del diritto, testimonia l’incapacità del nostro Paese di darsi una politica energetica, che tenga conto delle reali esigenze, mentre di fatto le scelte in questo settore sono consegnate ai colossi energetici che seguono unicamente il senso speculativo degli affari, non certo l’interesse pubblico.
«Lo sviluppo di capacità di trasporto intra-europeo è un elemento importante per garantire forniture affidabili di gas, compreso il gas russo, ai consumatori di tutta Europa», ha dichiarato Miller. «Il possibile sviluppo di questo nuovo corridoio di approvvigionamento, da perseguire in pieno accordo con le normative europee, favorirà la sicurezza del sistema di approvvigionamento italiano e il ruolo del Paese come principale hub sud-europeo del gas, in linea con gli obiettivi della strategia energetica nazionale», ha aggiunto Marc Benayoun, amministratore delegato di Edison. «Il rilancio del progetto Igi-Poseidon rafforza la sicurezza del sistema energetico europeo, con un corridoio di approvvigionamento supplementare e il ruolo della Grecia come importante snodo per il gas da fonti e rotte diversificate», ha dichiarato Theodoros Kitsakos, amministratore delegato della Depa.
E’ quantimeno paradossale notare come uno degli argomenti utilizzati per sostenere la necessità di realizzare il TAP, sia legata alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico, considerati i rischi legati alle forniture del gas russo; mentre proprio per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento si punta su Igi-Poseidon, un gasdotto che trasporterà gas russo. L’accordo su Igi-Poseidon viene siglato all’indomani della diffusione dei nuovi dati sui consumi di gas, che registrano ancora un nuovo calo, come riportato nel rapporto annuale 2016 dell’Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Paneuropeo delle Utility.  
Avremo due gasdotti, a poca distanza l’uno dall’altro. La cosiddetta valutazione di impatto ambientale dei due progetti, non ha tenuto conto dell’operatività simultanea di due gasdotti.
Il rigassificatore a Brindisi: anche questo progetto infatti ha superato la valutazione di impatto ambientale, ma nel 2012 la British Gas, uno degli azionisti interessati, ha abbandonato il progetto.
All’origine l’infrastruttura doveva convogliare in Italia il gas del Mar Caspio, poi l’Azeirbaijan, proprietario dei giacimenti, stipulò l’accordo con l’attuale TAP. Adesso avanza il Poseidon. Il gas lo mettono i russi unitamente a Israele che sfrutterebbe i nuovi giacimenti marini sottratti alla Palestina. Un’opera con due siti di approvvigionamento: gasdotti dal fondo del mediterraneo, raccordo e infine il tubo tra Grecia e Italia.
Complessivamente tre gasdotti nella stessa regione: TAP, Igi-Poseidon, South Stream, ed inoltre un rigassificatore a Brindisi dove è già attivo un deposito di gpl nonché gigantesco impianto di gas a petrolio liquefatto a Manfredonia?
Cosa succederà se venissero realizzati tutti i progetti industriali? Non è accettabile continuare in una prospettiva in cui siano aziende private a decidere quanti progetti realizzare e scegliere in completa autonomia la localizzazione al di fuori di una politica ambientale e energetica. Non è accettabile che ogni operatore si possa scegliere il punto d’approdo e, oltretutto lasciar credere che si faranno tutti e tre i gasdotti proposti lungo la costa sud della Puglia. Una cosa è certa come la morte: i politicanti parassiti italiani sono ormai alla canna del gas.
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