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Il parlamento scozzese ha votato il 28 marzo a sostegno di un secondo referendum sull’indipendenza. Il 30 marzo la premier Sturgeon ha firmato la lettera di richiesta

La premier scozzese Nicola Sturgeon aveva firmato il 30 marzo la lettera che chiede formalmente di tenere il secondo referendum. Credit: Reuters

La Scozia ha presentato una richiesta formale al Regno Unito per un secondo voto sull’indipendenza del paese. La premier scozzese Nicola Sturgeon aveva firmato il 30 marzo la lettera che chiede formalmente di tenere il secondo referendum.

“I cittadini scozzesi devono avere il diritto di scegliere sul loro futuro ed esercitare il diritto di autodeterminazione”, ha scritto Sturgeon nella lettera inviata alla premier britannica Theresa May. 

“Non appaiono motivazioni razionali per ostacolare la volontà del parlamento scozzese e spero che tu non lo farai”, ha ancora detto la premier scozzese a quella britannica.

Il parlamento scozzese ha votato il 28 marzo a sostegno di un secondo referendum sull’indipendenza. La consultazione referendaria era stata proposta dalla premier Nicola Sturgeon. Il voto è previsto tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019.

L’assemblea di Edimburgo, con il voto del 28 marzo, ha dato mandato al governo scozzese di chiedere il permesso al parlamento britannico per la preparazione del referendum. La mozione Sturgeon è passata con 69 voti a favore e 59 contrari.

Nel 2014 la popolazione scozzese si era già pronunciata sull’uscita dal Regno Unito. In quell’occasione la maggioranza dei votanti aveva deciso di rimanere con Londra. L’ipotesi di un secondo referendum era stata avanzata a seguito del voto sulla Brexit che aveva cambiato le condizioni politiche.

Fonte: The Post Internazionale
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